music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

CRESCENT – Resin Pockets
(Geographic, 2017)

Repentine reminiscenze nineties si materializzano alla sola lettura della sigla Crescent, che dalla metà di quel decennio ha caratterizzato un’esperienza artistica tra le più eclettiche offerte dal panorama indipendente inglese, a distanza di sicurezza dal fenomeno brit-pop, all’epoca imperversante.

Quella dei Crescent era, in fondo, la Bristol popolata da malinconia e inquietudini lo-fi dei vari Flying Saucer Attack, Third Eye Foundation e degli stessi Movietone ai quali aveva fattivamente partecipato Matt Jones, che adesso rispolvera il percorso della band, a lungo interrotto dai tempi di “Little Waves” (2007).

Proprio al tempo trascorso, ma rifuggendo nostalgie di sorta, sembrano guardare le nove canzoni di “Resin Pockets”, ancora sospinte da un’immediatezza senza fronzoli, veicolata dalle registrazioni nello studio casalingo di Jones, che ha coinvolto nell’operazione una serie di musicisti amici, tra i quali il fratello Sam e Kate Wright, anch’essi al suo fianco fin dai tempi dei Movietone.

Con le loro movenze sghembe, i tempi spesso dilatati e le atmosfere in prevalenza trasognate che le circondano, le canzoni di “Resin Pockets” rimandano a sensazioni familiari, mai smarrite nonostante il trascorrere del tempo, che ne rispecchiano la dimensione intima nella quale hanno preso forma. Jones e compagni le confezionano con consumata naturalezza, rivestendole ora di più decise sfumature folk (“Get Yourself Tidy”, “AC30”), ora di un’aura sottilmente psichedelica (“Willow Pattern”, “Lightbulbs In The Trees”), senza tuttavia smarrire occasionali spigoli lo-fi (“I’m Not Awake”) e soprattutto quell’agrodolce torpore melodico che continua a costituire tratto comune e caratterizzante delle canzoni dei Crescent.

Dunque non sola nostalgia anima “Resin Pockets” e, specularmente, il piacere di ritrovare la band di Bristol dopo lungo silenzio, come nelle pagine di un nuovo diario che unisce l’immediatezza del sentimento all’accidentalità dei suoni catturati nel contesto di registrazione, sotto forma di una scrittura ulteriormente filtrata da lieve ironia e dal distacco solo apparente della maturità.

https://www.facebook.com/Crescentband/

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 31 maggio 2017 da in recensioni 2017 con tag , , , , , , , , .
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: