THE RED F – Balm Of Glead
(Microcultures, 2017)
Nove canzoni per una ripartenza artistica: di questo si tratta “Balm Of Glead”, primo album della nuova avventura solista di Tim Burns sotto l’alias The Red F. Per oltre un decennio, Burns è stata chitarra, voce e penna della band rock-pop Phantom Buffalo, il cui ultimo album “Tadaloora” risale al 2012.
Di quell’esperienza, l’artista del Maine ha conservato soprattutto il lato più lieve, applicato in “Balm Of Glead” a scarni brani dallo scorrevole impianto armonico. È con tocco delicatamente impressionista, infatti, che Burns disegna una breve rassegna di bozzetti a prevalenza acustica, che tuttavia rileggono il folk nei suoi aspetti più placidi, con una sorta di incantata ingenuità, tradotta in una serie di spunti melodici leggiadri, che uniscono l’immaginario bucolico a una spiccata attitudine pop, senza tralasciare il gusto per ambientazioni trasognate.
Dall’incedere sghembo di “Fingers” alle armonizzazioni sospese di “Silver Bones”, dalle vivaci dinamiche di “Walker Fits” alle solari melodie di “Sang Like Machine” e “Hope Of The Fake”, Burns dimostra una sfaccettata spontaneità espressiva, che rende “Balm Of Glead” fa un piccolo gioiello di rigenerante artigianato folk-pop.
bello, bello bello