music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

LEAH KARDOS – Rococochet
(Bigo & Twigetti, 2017)

La macchina del tempo di Leah Kardos trasporta per poco più di mezz’ora indietro di tre secoli, attraverso un omaggio alle origini giocose e adorne dello stile Rococò.

Per la compositrice inglese si tratta di una sorta di deviazione dal rigore neoclassico dei suoi primi due album solisti, comunque realizzata attraverso la sua multiforme sensibilità musicale e un tocco lieve, che le permette di ampliare notevolmente il suo spettro strumentale, senza tuttavia farlo mai apparire sovrabbondante.
Nessun orpello si ritrova infatti nei solchi delle sette tracce di “Rococochet”, che dopo l’apertura autenticamente settecentesca sugli arabeschi danzanti di “Let Your Body” sviluppa una formula di delicata ambience orchestrale, variamente definita da ritmiche acustiche, tastiere, glockenspiel, marimba, archi e sax.

Prova ne sono in particolare brani quali “My Cumulus Veil” e “Open”, distanti al pari della romantica “Little Phase” non soltanto dal semplice minimalismo pianistico, ma anche dagli stessi canoni abitualmente collegato allo stile richiamato dal titolo, qui invece rielaborato con una personalità tutta contemporanea, concentrata intorno alla ricerca dell’incanto delle sue aggraziate rifiniture.

http://www.leahkardos.com/

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Questa voce è stata pubblicata il 5 settembre 2017 da in recensioni 2017 con tag , , , , , , , , .
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