music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

THE SUNBATHERS – A Weekend Away With…
(Jigsaw, 2018)*

Si percepisce subito a colpo d’occhio che c’è qualcosa che viene da lontano nell’esordio sulla lunga distanza di The Sunbathers: non solo il nome evoca nostalgiche sensazioni marine, non solo la copertina le conferma con i suoi colori pastello e l’iconografia di un’estate ormai agli sgoccioli, ma tutto l’immaginario che ruota intorno a “A Weekend Away With…” sa di qualcosa di confortevolmente noto, eppure ogni volta nuovo, come le delicate sfumature dei quindici brani di pura grazia pop che ne formano la tracklist.

Leggendo le scarne note d’accompagnamento del lavoro e risalendo la breve produzione della band (appena un paio di singoli tra il 2010 e il 2012), si scopre come la percezione iniziale sia fondata, visto che il duo di Paul e Julie discende direttamente dai tempi d’oro del pop britannico degli anni Novanta, quando i due hanno cominciato a suonare insieme nella sotterranea esperienza di The Artistans, mentre Julie è stata tra l’altro parte dell’altro duo Confetti, insieme a Mark Randall. La loro è dunque una di quelle storie indie-pop che si perdono negli anni e nei meandri di una passione mai sopita per la leggerezza melodica e per quell’indole lievemente malinconia, connaturata a ogni disco pop che si rispetti. Quella passione, per Paul e Julie, è tornata a manifestarsi in età adulta a inizio decennio, trovando ora, finalmente, manifestazione in un album vero e proprio.

Ebbene, l’esito di tanta paziente attesa non è nulla meno di un autentico gioiello che fin dalle prime note non mancherà di far drizzare le orecchie (e i cuori) di chi nella musica pop continua a ricercare schiettezza espressiva e melodie carezzevoli, combinate in canzoni da tre minuti che trasudano la grazia semplice di storie dai nostalgici sentori salmastri. “A Weekend Away With…” ne raccoglie un’agile galleria, che con l’apparente distacco della maturità racconta delle sensazioni di un’estate che se ne va, di quelle fisiche della sabbia e del vento sulla pelle, ma anche di quelle atmosferiche che condizionano – oppure no – umore ed emozioni. Inscritto non a caso tra le ideali parentesi meteorologiche “It Doesn’t Matter If It Rains” e “Warmth Of The Sun”, il lavoro colpisce da subito per il candore delle strimpellate acustiche che sostengono il cantato agrodolce di Julie, quasi privo di variazioni in tutte le canzoni, eppure sempre adeguato ad atmosfere languidamente disadorne, appena rifinite da ritmiche gentili, talora dai vaghi tratti bossa.

Le varie “Summer’s Gone”, “Girl You Left Behind”, “Every Day”, “Don’t Go Home” (solo per citarne alcune) sono incantevoli saggi del paradigma pop di The Sunbathers, di tutta evidenza alimentato da decenni di pratica e di passione, tale da spaziare da sfumati profili twee a spunti di un brillante retro-futurismo, riassunti da una scarna ma orgogliosa opzione acustica. È appunto questa la magia familiare ma ogni volta nuova che si rinnova in “A Weekend Away With…”, sulle ali del fascino discreto della voce di Julie e di una cristallina vena pop, lungamente affinata nel tempo e ora pronta ad accompagnare le ultime cartoline di una stagione che va a sbiadirsi, come i contorni di immagini illuminate da un sole al tramonto e quelli di ricordi invariabilmente filtrati da agrodolce malinconia.

*disco della settimana dal 20 al 26 agosto 2018

http://www.thesunbathers.co.uk/

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