music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

WATOO WATOO – Modern Express
(Jigsaw, 2018)

Se i sentimenti nostalgici e le riflessioni intorno all’inevitabile finitezza di ogni vicenda umana rappresentano la quintessenza dell’indie-pop, allora “Modern Express” le riassume in maniera tanto sostanziale quanto tematica. È infatti il quinto album della curiosa creatura pop Watoo Watoo, condotta per quasi due decenni da Michaël e Pascale Korchia, adesso giunta al capolinea insieme alla relazione personale dei due. La musica li unisce invece per un’ultima volta, sulla base delle medesime coordinate di modernariato sonoro e agrodolci melodie d’autore che hanno caratterizzato un’esperienza personale e artistica davvero peculiare e non priva di controllate deviazioni condivise, da ultimo quella in chiave post-punk dei Photon.

Dell’intera esperienza della band, “Modern Express” offre un’agile sintesi in dieci perfette popsong da tre minuti di media, caratterizzate da una scrittura raffinata e sbarazzina, che trova ancora una volta ideale veicolo espressivo nella suadente dolcezza delle interpretazioni di Pascale, e da una varietà di soluzioni stilistiche che spaziano con consapevole leggerezza da spunti di modernariato analogico a sfumature wave, attraversando con passo sbarazzino tutte le stagioni di un pop accattivante ma sempre sottilmente nostalgico. Tutti i brani si connettono a un raffinato gusto sixties, la cui natura fuori dal tempo non fa che alimentare un senso di piacevole alienazione dal presente che appare quanto mai necessario nell’attuale condizione della band.

Non si percepisce tuttavia vera e propria tristezza tra le righe dei testi di “Modern Express”, nonostante il contrasto dei toni sbarazzini della conclusiva ”Une Dernière Fois” con ciò che lo stesso rappresenta; anzi, Michaël e Pascale sembrano davvero animati dalla voglia di divertirsi per un’ultima volta insieme, dando libero sfogo alla passione musicale che non smetterà mai di accomunarli. Allora ecco scorrere in rapida sequenza saggi di modernariato pop orientato verso gli Stereolab e più marcati impulsi wave, zuccherini passaggi in odor dei primi Belle & Sebastian ma soprattutto spunti di una trasognata indole che rende inevitabile ripensare alla Sarah Records.

In tutto ciò e nei significati che reca con sé, l’album dispensa una varietà di lampi di classe cristallina, che non mancherà – appunto – di adagiare un velo di soffice malinconia sulla storia personale e artistica di Watoo Watoo, il cui commiato non poteva davvero presentare tinte e temi più genuinamente pop.

http://www.watoowatoo.net/

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Questa voce è stata pubblicata il 30 agosto 2018 da in recensioni 2018 con tag , , , , , , , , .
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