music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

RICHARD ANDREWS – The Golden Fascination
(Fabriq.fm, 2019)*

C’erano una volta gli Uniform Motion, band creata in Francia dal songwriter inglese Andrew Richards, che a partire dal 2010 ha seguito un percorso di autoproduzione che l’ha condotta da un indie-folk fatto di pennellate delicate (in particolare nel delizioso “One Frame Per Second”, 2011) alla ricerca di soluzioni elettriche dai colori più vari e decisi. Esaurita quella singolare esperienza di indipendenza creativa, Richards ne ha avviate di nuove, tra le quali spicca quella che appare più strettamente connessa alla propria sensibilità e alla scrittura di canzoni semplici e palpitanti, che hanno trovato sponda ideale nel pianoforte.

Nasce così l’anagrammatico alter-ego Richard Andrews, al quale è accreditato “The Golden Fascination” prima raccolta di canzoni della nuova vita “solista” di Richards, che si lascia decisamente alle spalle tanto il folk acustico degli esordi quanto, soprattutto, la ricerca di una maggiore articolazione di arrangiamenti.

Nelle dieci canzoni che formano l’album c’è infatti quasi soltanto l’artista e il suo pianoforte, al quale si affiancano appena dilatazioni atmosferiche e minute linee sintetiche, che ne esaltano l’intimismo e i pronunciati caratteri emozionali, proiettandoli in una dimensione incantata, popolata da ricorrenti vapori nordici. Non di sole atmosfere vive tuttavia “The Golden Fascination”, anzi il suo fulcro espressivo consiste proprio nell’equilibrio tra ballate di toccante intimismo e ovattati abbracci sonori, che ora ne soffondono le tonalità, ora vi conferiscono cornici in grado di liberarne i pregevoli contenuti melodici.

L’album si snoda così come una fluida sequenza di momenti di poesia umbratile, scanditi da compassate note pianistiche (“Everything I Know”, “Across The Sunlit Isle”, “Echoes Float”), e di più vivide aperture a un lirismo al tempo stesso arioso e riflessivo (la title track, “False Memories”), che le evocative interpretazioni di Richards guidano verso sognanti scenari emozionali (“Northern Lights”). Le corde acustiche tornano ad affacciarsi soltanto in conclusione (“Undertones”), come a segnare una linea di continuità tra il profilo espressivo precedente dell’artista inglese e quello odierno, con i suoi paesaggi emozionali coinvolgenti e incontaminati.

*disco della settimana dall’11 al 17 marzo 2019



https://www.facebook.com/akarichardandrews/

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