music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

LACHLAN DENTON & STUDIO MAGIC – A Brother
(Spunk / Bobo Integral, 2019)*

Durante lo scorso autunno, si è spezzato qualcosa di importante nell’ampia e prolifica scena di Melbourne che negli ultimi anni aveva rivitalizzato l’indie-pop australiano e non solo, trovando in particolare quale proprio fulcro l’ampio collettivo di cantautori riassunto in The Ocean Party. Moriva infatti improvvisamente, a soli ventiquattro anni, Zachary Levi Denton, senza dubbio tra le anime di quel collettivo dalla parabola tanto breve quanto intensa, del quale faceva parte anche il fratello maggiore Lachlan.

Dopo quell’evento drammatico e inaspettato, è stato pubblicato un album già completato dalla band (“The Oddfellows’ Hall”, 2018) e più di recente il mini “Nothing Grows”. Ma il modo più autentico e commovente di ricordare Zac Denton non poteva che passare attraverso i ricordi, le emozioni e, inevitabilmente, le canzoni di Lachlan, che ha raccolto intorno a sé una piccola band di amici e compagni d’avventura del fratello negli stessi Ocean Party e in Ciggie Witch, insieme ai quali ha confezionato una impareggiabile elegia pop alla sua memoria.

Lo stesso titolo “A Brother” è infatti chiaramente dedicato a Zac Denton, nelle storie raccontate e nella genuina indole pop di canzoni intrise di ricordi personali, che cominciano proprio dalla sua nascita, passando per la condivisione della passione musicale, per concludersi con un omaggio diretto, sotto forma di una cover degli Hobby Farm, una delle tante poliedriche incarnazioni del genio melodico di Zac.

Eppure, al di là della comprensibile mestizia di fondo, “A Brother” non è affatto un album desolato, anzi appare una vera e propria sublimazione del lutto patito attraverso un linguaggio le cui naturali sfumature malinconiche sono anzi diluite nella leggerezza delle melodie di piccole, delicate canzoni pop, che sviluppano idealmente il lascito di Zac e di The Ocean Party. Il languido intreccio di chitarre e tastiere di “This Christmas”, che offre una cornice a un’assenza incolmabile, la sorprendente solarità uptempo della title track e di “The Time We Had”, il passo sbarazzino (quasi twee) di “Watching My Back” e della breve confessione fraterna a cuore aperto “Taking Care” appaiono l’ideale continuazione del meglio del lascito di The Ocean Party, arricchito da una partecipazione emotiva che ne amplifica i già pregevoli contenuti melodici.

Nella sola cover finale “Spat Ou”, con i suoi sommessi arpeggi acustici, una riflessiva malinconia pare prendere il sopravvento, a suggellare un omaggio denso di commossa umanità, ben evidente nei testi e percepibile appena al di sotto della patina sonora agrodolce delle dieci splendide popsong di “A Brother”, dimostrazione attraverso una scrittura pop cristallina delle virtù lenitive della musica e di come l’elaborazione di evenienze drammatiche possa tenersi ben distante dalla disperazione.

*disco della settimana dal 15 al 21 luglio 2019

http://lachlandenton.bandcamp.com/

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