music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

SHANNON LAY – August
(Sub Pop, 2019)*

Nel volgere di appena un paio d’anni, la vita e la dimensione artistica di Shannon Marie Lay sono mutate in maniera significativa: l’artista californiana è infatti transitata dal microcosmo delle produzioni su cassetta a etichette indipendenti di prim’ordine, prima grazie al fiuto di Kevin Morby, che ne ha pubblicato sulla sua Woodsist il debutto ufficiale “Living Water” (2017), del quale il nuovo “August” costituisce il seguito naturale, in termini sia narrativi che di contenuto musicale.

Il secondo segue fedelmente i primi, legati a un momento di transizione personale nel quale Shannon ha deciso di assecondare il proprio istinto, per diventare una musicista a tempo pieno, perseguendo la propria personale formula di avvicinamento dei suoi originari linguaggi di un folk antico e minimale a suoni e sensibilità odierne. Registrato nello studio casalingo di Ty Segall, il lavoro non tradisce infatti per nulla le proprie radici, veicolate dalle sfumature di una voce al tempo stesso antica e moderna e dalle danze di un picking acustico che tratteggia le scarne strutture acustiche di ballate fortemente evocative.

Non è tuttavia quello di un folk dimesso e nostalgico il registro prevalente nei dodici brevi brani di “August”, ma piuttosto la leggerezza di fluide melodie acustiche, che a tratti esprimono appunto l’euforica vitalità di un’ispirazione incontaminata, adesso pienamente libera di manifestarsi nella scrittura. Tale personale base creativa viene ulteriormente valorizzata dalla briosa varietà degli arrangiamenti, che ora presentano rifiniture di pur obliquo romanticismo chamber-folk (il sax di Mikal Cronin sull’apertura “Death Up Close”, il violino su “Sea Came To Shore”), ora introducono in alcuni brani soluzioni più prossime al gusto indie. Si tratta tuttavia di interventi estremamente misurati, che rispettano la levità gioiosa delle melodie (in particolare in “Nowhere” e nella title track), ampliandone anzi il respiro verso una poetica corale, pienamente complementare con lo spirito folk.

In una equilibrata combinazione di tradizione e modernità, in “August” la giovane musicista californiana dispensa così con leggiadra naturalezza una sequenza di canzoni visionarie e delicatamente sognanti, che ne consacrano il talento cristallino e la personalità, annoverandola a pieno titolo tra le più brillanti interpreti femminili del graduale, inesauribile rinnovamento folk.

*disco della settimana dal 19 al 25 agosto 2019

https://www.facebook.com/shannonlaymusic/

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Questa voce è stata pubblicata il 19 agosto 2019 da in recensioni 2019 con tag , , , , , , , , .
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