music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

FENNE LILY – BREACH
(Dead Oceans, 2020)

Dapprima segnalatasi all’attenzione dei cultori dello scarno intimismo casalingo, nel volgere dei due anni trascorsi dal suo promettente debutto “On Hold” ha decisamente irrobustito la propria personalità artistica e, di pari passo, la grana sonora che accompagna le sue canzoni. La musicista che si presenta con i dodici brani di “BREACH” (scritto emblematicamente con caratteri tutti maiuscoli) appare infatti parecchio distante dalla timida e delicata dell’esordio e invece ben più vicina alla sempre più ampia schiera di “ragazze con la chitarra elettrica” che ultimamente popola l’universo indipendente.

Tutto passa da un solitario soggiorno a Berlino, dove le nuove canzoni hanno preso forma, e, soprattutto, dal suo sbarco negli Stati Uniti (più precisamente a Chicago), dove sono stati registrati sotto le cure di Brian Deck e di Steve Albini. Il tocco di quest’ultimo balza subito all’orecchio in brani dalle ritmiche incalzanti e dalla graffiante impronta elettrica come “Alapathy” e “Solipsism”, che in effetti sembrano soffocare la personalità e la voce sottile, ma dalla rabbia repressa, apprezzate in “On Hold”. Quella tensione latente trova dunque sfogo a tratti anche vigoroso in “BREACH”, senza tuttavia sovrascrivere del tutto le scarne ascendenze folk della cantautrice bristoliana, che anzi tornano ad affiorare nei passaggi acustici e dagli arrangiamenti più ariosi e delicati. Tra questi (“Elliott”, “Someone Else’s Trees”) si ritrovano le atmosfere di soffice pathos che caratterizzano al meglio l’espressione di Fenne Lily, per il resto adesso orientata alla definizione di un proprio peculiare blues elettrico, la cui carica emotiva non risulta poi così incoerente con interpretazioni anch’esse più vigorose ma ancora inevitabilmente originate da setose timbriche vocali.

Urlato al mondo fin dal suo titolo, “BREACH” è appunto un album di rottura, in un certo senso di perdita dell’innocenza della giovane cantautrice casalinga, in parte anche di normalizzazione espressiva; eppure è anche un disco di transizione a una maturità che intende coniugare timidezza e forza, in un ibrido forse non ancora compiuto ma comunque intenso e molto intrigante.

http://fenne-lily.com/

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Questa voce è stata pubblicata il 18 settembre 2020 da in recensioni 2020 con tag , , , , , , , .
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