JUNE MCDOOM
June McDoom
(Temporary Residence, 2022)*

Una manciata di brani può risultare sufficiente a rivelare un profilo artistico al tempo stesso deciso e, a suo modo, disorientante. Si tratta di quello di June McDoom, giovane cantautrice al debutto, del cui mini album omonimo colpiscono l’intensità delle interpretazioni e la naturalezza delle commistioni di linguaggi musicali riscontrabile dalle cinque lunghe tracce che lo compongono.

Se non fosse per l’accento posto nella sua presentazione sulle origini giamaicane di June McDoom, probabilmente non verrebbe da pensare ad echi reggae nelle cadenze del brano d’apertura “Babe, You Light Me Up”, che invece si apre con pacati arpeggi acustici e si snoda attraverso ariose texture sintetiche.

Il folk venato di psichedelia e le atmosfere oniriche create dai synth si rivelano ben presto essere la cifra espressiva della musicista della Florida, ricombinate nel corso del mini album in una serie commistioni spesso sorprendenti, che nell’ampiezza di arrangiamenti orchestrali e di interpretazioni di spiccato lirismo evocano suggestioni della maestosa espressività di una Natalie Mering.

I cinque brani che fungono da biglietto da visita di June McDoom ne mostrano dunque da subito una personalità spiccata e particolare, risultante da una combinazione stilistica impressa nella sua stessa biografia e formazione musicale, già matura e pronta a sbocciare.

*disco della settimana dal 31 ottobre al 6 novembre 2022

https://www.temporaryresidence.com/collections/june-mcdoom

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