Rispetto all’omonimo debutto di due anni fa, il progetto scaturito dall’incontro artistico tra Aviva Endean e Nick Ashwood ha espanso ulteriormente elementi sonori e metodo creativo.
I paesaggi tracciati sulle ideali mappe richiamate dal titolo del nuovo lavoro non sono più soltanto definiti da liquidi impulsi di organo e clarinetto, ma assumono consistenza materica attraverso la giustapposizione di strumenti acustici e l’innesto di synth ed effetti. Tale approccio maggiormente organico genera una galleria di desertiche iterazioni folk e rigogliose combinazioni armoniche, che elevano una combinazione di linguaggi sperimentali a pratica di misticismo elettro-acustico.
(pubblicato su Rockerilla n. 550, giugno 2026)
