[streaming] Kele Goodwin – Handrail

“Handrail” is the first track available from “Moonbug”, available August 31st 2019 via Oscarson Records. Kele Goodwin has spent his life in three places: in Juneau, Alaska; on the Navajo Nation; and in the misty Pacific Northwest. He makes music that sings from bone marrow, from a life and landscape alternately charted and lost, crushed…

[video of the week] Sungaze – This River

Track taken from “Light in All of It”, out via Whited Sepulchre Records. Sungaze is a Cincinnati-based three-piece band whose deeply studied and emotionally resonant sound floats between the effervescent sheen of early 90’s Shoegaze and the hypnotic, sunbaked drone of modern psych. Sungaze formed after guitarist Ian Hilvert’s metal band dissolved. While initially started…

CROSS RECORD – Cross Record (Ba Da Bing!, 2019)* Estremamente interessante e per certi versi sorprendente è il percorso che ha condotto Emily Cross dall’introspettiva dimensione “da cameretta” al suo terzo album sotto l’alias Cross Record, attraverso la condivisione del precedente “Wabi-Sabi” (2017) e il progetto Loma, che la vede accanto a Jonathan Meiburg degli…

WIL BOLTON – Surface Reflections (Sound In Silence, 2019) Pochi musicisti impegnati in campo ambient-drone possiedono profili espressivi nettamente riconoscibili come Wil Bolton: il compassato calore delle sue timbriche chitarristiche e il dosaggio sognante degli effetti che le amplificano rappresentano quasi una “firma” apposta dall’artista inglese su una varietà di lavori solisti e collaborativi. Ciò…

PAUL SAUNDERSON – Passage (1631 Recordings, 2019) In un mondo di compositori neoclassici impegnati a ricercare equilibri minimali, Paul Saunderson può considerarsi un’eccezione, determinata anche dal suo nutritissimo curriculum nel campo della musica per film e documentari. Pur senza rigettare la solitaria essenzialità armonica del pianoforte, in “Passage” l’eclettico musicista inglese propende tuttavia soprattutto per…

HALFTRIBE – Backwater Revisited (Dronarivm, 2019) È nuovamente l’estate – questa volta anche come periodo di pubblicazione – a fare da sfondo alle creazioni sonore di Ryan Bisset che, a poco più di un anno distanza dalle calorose risonanze chitarristiche di “For The Summer, Or Forever”, dispensa tredici nuovi bozzetti di vaporosa malinconia ambientale. In…

[streaming] Poor You – I Lost My Friend

“I Lost My Friend” is the “b-side” of the new digital name-your-price single by Poor You. Poor You is a Toronto-based trio, made by Chris Borges, Julia Noel, and Fraser McLean. They operate in a hazy, narcotic space perched somewhere between Galaxie 500 and Acetone, dreamy and bittersweet, regretful but with a ray of hope…

THE SLOW SUMMITS – Languid Belles E.P. (Self Released, 2019) In un mondo musicale sempre più affollato, nel quale sembra che per distinguersi sia indispensabile raccontare storie di mirabolante originalità, finisce per apparire straordinario predicare l’assoluta normalità della propria estrazione e della propria proposta musicale. È così che si presentano infatti i quattro ragazzi svedesi…

SILENT VIGILS – Lost Rites (Home Normal, 2019) Per due artisti inclini alle collaborazioni come Stijn Hüwels e James Murray, i chiaroscuri ambientali di “Fieldem” (2018) non hanno rappresentato il frutto di un incontro estemporaneo, bensì, come la stessa denominazione unitaria di Silent Vigils lasciava presagire, l’inizio di un percorso creativo da condividere insieme. A…

[streaming] The Silence – Sarabande

Drawing from all phases of psychedelic, progressive folk-rock reminiscent of the golden age, The Silence make new music in the new century from an almost blinding collection of inspirations. Their deep songs have all manner of lyricism, unexpected chord progressions and tempos, with instrumental breaks where acid-washed guitars, rasping saxophone, nimble drums and gooey bass…

SWEENEY – Human, Insignificant (Sound In Silence, 2019) Di tanto in tanto, Jason Sweeney stacca letteralmente la spina dalle sue creazioni ambientali sotto l’alias Panoptique Electrical (recentissima la pubblicazione della colonna sonora di “A View From The Bridge”) per vestire, in un contesto che non può non immaginarsi solitario e notturno, i nuovi panni di…

[video of the week] Common Holly – Central Booking

Common Holly’s Album “When I say to you Black Lightning” out Oct 11 via Solitaire Recordings and Barsuk Records. Directed by Max Taeuschel & Aaliyeh Afshar Holding fast to the emotional honesty of “Playing House” (2017), Brigitte Naggar’s sophomore record as Common Holly, When I say to you Black Lightning, is a look outward; an…

SPHERULEUS – Light Through Open Blinds (Lost Tribe Sound, 2019)* Quante volte nella descrizione di un disco si utilizza l’analogia con un diario di storie e sensazioni personali? Mentre tale analogia è agevole in presenza di una raccolta di canzoni, che come tali verbalizzano racconti in maniera più o meno esplicita, diventa invece sicuramente più…

memories: THE NOISE MADE BY PEOPLE

BROADCAST – The Noise Made By People (Warp, 2000) Quando i Broadcast si affacciarono per la prima volta a un pubblico indipendente più vasto rispetto a quello dei sotterranei club della loro Birmingham, la comparazione con gli Stereolab è stata praticamente inevitabile. Affini potevano infatti considerarsi il gusto per il modernariato analogico e per la…

THOMAS WILLIAM HILL – Grains Of Space (Village Green, 2019) “Grains Of Space” rappresenta il frutto di quella che per Thomas William Hill è stata, appunto, una ricerca di spazi. Si tratta degli spazi compositivi tra i loop originati da una viola da gamba, nei quali l’artista inglese ha via via innestato una pluralità di…

SEVERAL WIVES – Göldi Fell (Gizeh, 2019) Nelle oscure propaggini tra minimalismo orchestrale e iterazione dronica si colloca il progetto Several Wives, dichiaratamente improntato a immaginifiche evocazioni teatrali, che con “Göldi Fell” segna la seconda tappa di un percorso intrapreso un anno e mezzo fa con la cassetta “Blonde, Arms Tight Black”. Le nove anguste…

HALEIWA – Cloud Formations (Morr Music, 2019) Mentre a proprio nome pubblica lavori di minimalismo pianistico, Mikko Singh si diletta sotto l’alias Haleiwa con un composito linguaggio pop, che muta forma ad ogni album. In “Cloud Formations”, terzo della serie, l’artista svedese contamina le basi chitarristiche dei due predecessori con texture creative popolate da synth…