music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

SPHERULEUS – Light Through Open Blinds
(Lost Tribe Sound, 2019)*

Quante volte nella descrizione di un disco si utilizza l’analogia con un diario di storie e sensazioni personali? Mentre tale analogia è agevole in presenza di una raccolta di canzoni, che come tali verbalizzano racconti in maniera più o meno esplicita, diventa invece sicuramente più ardita nel caso di lavori che utilizzano soltanto il suono in luogo delle parole. Per deliberata scelta del suo autore, quest’ultimo è tuttavia senz’altro il caso dei tredici brani di “Light Through Open Blinds”, concepiti come un vero e proprio diario, al tempo stesso rappresentativo di un importante momento di transizione personale e fedelmente descrittivo di una quotidianità minima, ma a suo modo ricchissima.

Si tratta anche del ritorno alla creazione solista, sotto l’abituale alias Spheruleus, da parte di Harry Towell, che segue un periodo nel quale il musicista inglese è stato assorbito dall’intensa attività della sua etichetta Whitelabrecs, oltre che dal trasferimento con la sua famiglia in una nuova abitazione. Di quest’ultimo racconta appunto “Light Through Open Blinds”, non soltanto attraverso il suono ma anche associando a ciascun brano degli appunti relativi al periodo di realizzazione, ai significati ad esso connessi e al processo che ne ha portato alla costruzione, in parte razionale e in parte accidentale.

A partire dalla title track d’apertura, il lavoro comprende infatti una varietà di suoni d’ambiente, rumori e field recordings registrati nell’ambiente domestico di Towell, che fungono da parte integrante delle timbriche chitarristiche, delle texture acustiche e delle vibrazioni percussive, dalle sfumature ora dub ora persino jazzy, che costituiscono la componente più propriamente musicale dei brani. Mentre si può curiosare tra le note di copertina per scoprire origine, significati e contenuti sonori più o meno accidentali di ognuno dei brani che formano “Light Through Open Blinds”, se ne può al contempo apprezzare la fluidità di svolgimento e l’estremo equilibrio con cui Harry Towell li ha costruiti, spesso a partire da scarni arpeggi acustici, ma sempre focalizzando la propria attenzione sui loro contenuti armonici e spaziali. Ne è così risultata una rappresentazione elettro-acustica estremamente coesa, che amplifica i contenuti narrativi ad essa sottesi, introiettandoli nelle sensazioni di ovattato calore domestico che promanano da tutti i brani, nelle loro diverse sfaccettature.

Al pari dunque della sua varietà timbrica e di elementi sonori, “Light Through Open Blinds” offre una lucidissima proiezione dell’impressionismo elettro-acustico verso una espansa dimensione emozionale che traspare in ogni nota, in ogni frequenza, da assaporare non più osservandola in maniera asettica dall’esterno, ma lasciandosi avvolgere dal suo placido abbraccio.

*disco della settimana dal 29 luglio al 4 agosto 2019

https://spheruleus.com/

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