music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

MACHINEFABRIEK – Stroomtoon
(Nuun, 2012)

Per un artista straordinariamente prolifico come Rutger Zuydervelt deve essere attività pressoché ordinaria quella di cimentarsi con nuovi macchinari e diverse tecniche di registrazione; altrettanto facile è immaginare che i copiosi frutti di tali operazioni siano da lui conservati in una sorta di sterminata libreria sonora, dalla quale attingere per ricombinare e rimaneggiare il materiale sonoro così immagazzinato.

È più o meno questa l’idea alla base di “Stroomtoon”, lavoro il cui titolo designa il “suono dell’elettricità” e appunto creato a partire dalle sperimentazioni di Zuydervelt su una configurazione strumentale destinata a esibizioni dal vivo e costituita da generatori di toni analogici e da pedali per loop ed effetti. Dalle ore di materiale così raccolto, l’artista olandese ha estrapolato i trentacinque minuti di “Stroomtoon”, ripartiti in cinque tracce contraddistinte dai corrispondenti numeri nella sua lingua natale, la prima delle quali (“Eén”) occupa da sola oltre metà del disco.
La sua persistenza di drone sordi e frequenze basse modulate introduce da subito in un antro sonoro dominato e riempito dall’energia di un’elettricità grezza, i cui circuiti producono sibili e crepitii sinistri, riproposti qui condensati secondo un’estetica disadorna, austera, che nulla lascia all’impressionismo paesaggistico.

Quanto ai restanti più concisi pezzi, “Twee” lascia affiorare stille rumoriste in torsione, mentre le liquide pulsazioni di “Drie” introducono nella parte più astratta e ipnotica del lavoro, dapprima costellata da frequenze disturbate e, a loro modo, giocose, e quindi sfociante in liquida quiete ambientale (“Vier”). I sei minuti della conclusiva “Vijf” riassumono infine l’essenza dell’intero lavoro, con una rassegna completa delle manipolazioni sonore da sempre connaturate al progetto Machinefabriek, qui catturate sostanzialmente in presa diretta e completate da rilanci ritmici che ne vivificano il corso, rendendo evidente come sottostante a questo tipo di musica, accanto alla componente sperimentale, vi sia una divertita curiosità nel creare e modellare i suoni.

http://www.machinefabriek.nu/

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Questa voce è stata pubblicata il 5 luglio 2012 da in recensioni 2012 con tag , , , , , , , , .
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