music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

ALONDRA BENTLEY – The Garden Room
(Gran Derby, 2012)

Tre anni fa, una perla intitolata “Ashfield Avenue” rivelava dal nulla la cantautrice spagnola di origini inglesi Alondra Bentley. Dopo essersi da allora rintanata nel silenzio che l’aveva avvolta fino a quel momento, l’artista pubblica, nuovamente per una piccola etichetta iberica, le dieci nuove canzoni racchiuse in “The Garden Room”.

Fin dal titolo del disco, oltre che dai testi di numerosi brani, si percepisce che la sua lavorazione apparentemente lunga abbia coinciso con un periodo piuttosto travagliato nella vita di Alondra, che in questo nuovo lavoro pare rifugiarsi nei ricordi e negli affetti più intimi, con uno sguardo malinconico, irrimediabilmente rivolto al passato. La memoria di luoghi (nella title track), persone (in “My Sister And Me”) e istantanee di momenti di giovinezza familiare (nella delicatissima “Dates To Remember”) ammanta quasi tutte le nuove canzoni di una patina di distante nostalgia, in generale ben distante dall’aggraziata leggerezza pop che caratterizzava “Ashfield Avenue”.

Umbratile e certamente meno immediato rispetto al predecessore, “The Garden Room” evidenzia la contestuale transizione dell’artista spagnola da sbarazzine melodie pop a un folk a tratti fin troppo classico. Oltre alla briosa spontaneità melodica, ne fa le spese la personalità delle interpretazioni, che in qualche episodio fanno pensare all’eleganza di Natalie Merchant, ma smarriscono identità e calore. Di contro, l’accresciuta vena folk si traduce nella cura di arrangiamenti molto ben curati, che ad esempio coronano l’iniziale “One Friday Morning” e “Spring Rhyme” con suadenti orchestrazioni di fiati.

Superato un certo disorientamento iniziale – dovuto anche ad aspettative comprensibilmente elevate – anche “The Garden Room” rivela con gradualità numerose canzoni frutto di indubbie qualità cantautorali, soltanti oggi indirizzata verso orizzonti folk più “adulti” rispetto a quanto avveniva nell’album di debutto. Quanto su ciò abbiano influito le vicende personali che si intravedono tra le righe dei brani di “The Garden Room” potranno dimostrarlo solo eventuali sviluppi successivi; intanto, anche in un album tutto sommato interlocutorio, l’artista spagnola mostra sprazzi di una classe che continua a meritare senz’altro attenzione e ascolti.

http://alondrabentley.com/

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Questa voce è stata pubblicata il 29 ottobre 2012 da in recensioni 2012 con tag , , , , , , , .
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