music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

MIMES OF WINE – Memories For The Unseen
(Urtovox, 2012)

Se “Apocalypse Sets In”, aveva segnalato Laura Loriga quale intrigante interprete di torbide volute gotiche al piano e affilate increspature elettriche, i tre anni trascorsi da quel debutto portano oggi a ritrovare il suo progetto Mimes Of Wine ampliato e affinato in una dimensione cameristica che ammanta le sue melodie scheletriche con l’ampio supporto di tromba, violoncello e organo.

Realizzato, come già il predecessore, tra l’Emilia e la California, “Memories For The Unseen” circoscrive all’angosciosa spigolosità inquietudine della copertina e a un paio di residue torsioni in direzione Dead Can Dance la tumultuosa ispirazione della pianista bolognese, che dimostra fin da subito di essere molto maturata nella gestione delle sue doti vocali. Nelle dodici tracce del lavoro, i temi della fuga e del ritorno sono infatti narrati dalla Loriga con un piglio in prevalenza raffinato e romantico che, pur non rinunciando alla latente tensione di vibranti vortici degni dell’Anja Plaschg più essenziale (“Yellow Flowers”, “Silver Steps”), appiana le sue evocative interpretazioni in canzoni più classiche e pacate, in direzione della teatralità di una Shara Worden o, addirittura, della suadente eleganza di Chan Marshall (“Altars Of Rain”).

In parallelo, l’accresciuto ruolo dell’ensemble di musicisti che ormai fa di Mimes Of Wine una vera e propria band (Stefano Michelotti, Luca Guglielmino, Matteo Zucconi, Riccardo Frisari), esalta le doti espressive della Loriga, quando alle sue inquiete trame pianistiche si aggiungono o sostituiscono il violoncello (“Ester”) o la tromba (“Auxilio”).
L’effetto complessivo non è meno aspro rispetto a quanto avveniva nel disco precedente, anzi risulta nel complesso anche maggiormente efficace dal punto di vista comunicativo; soltanto, in “Memories For The Unseen” Laura Loriga dà l’impressione di essere riuscita a convogliare il pathos della sua impetuosa scrittura in forme dai contorni meglio definiti. Traguardo davvero apprezzabile, al pari dell’autonomia artistica di un’autrice sempre più aliena, per frequentazioni e capacità creative, dagli stagnanti circuiti della musica indipendente italiana.

http://facebook.com/pages/Mimes-of-Wine/

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Questa voce è stata pubblicata il 28 novembre 2012 da in recensioni 2012 con tag , , , , , , , .
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