music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

dola_j_chaplin_to_the_tremendous_roadDOLA J. CHAPLIN – To The Tremendous Road
(Volume! Records / Cramps Music, 2012)

I solitari cowboy non attraversano errabondi solo le infinite distese del mid-west o – parafrasando il titolo di una bella compilation di qualche anno fa – le fredde steppe della Scandinavia. Se ne ritrovano invece anche dalle nostre parti, dove sparuti ma sensibili musicisti esercitano la loro arte, quasi sempre ai margini, quasi come se fossero nati un po’ fuori posto rispetto ai luoghi di attrazione dei loro spiriti poetici.

Come Matteo Crema ha “trovato l’America” in pianura padana con il suo valido progetto Staggerman, così Dola J. Chaplin la cerca sulle colline laziale, terra d’origine e di sosta dagli irrequieti itinerari che lo hanno condotto, appunto, a percorrere gli Stati Uniti e l’Inghilterra, sulle tracce dell’ispirazione dei più affermati cantautori folk e alla contemporanea ricerca di sé.

Adesso Chaplin (non è dato conoscere il suo nome di battesimo) riassume le esperienze e le emozioni di quei viaggi in “To The Tremendous Road”, disco scritto appunto “sulla strada” e il cui mood sottilmente nostalgico restituisce appieno la sensazione di movimento e indeterminatezza ad esso sotteso. Nessun cedimento a formalistici cliché alt-country è riscontrabile nelle undici canzoni dell’album, che invece recano con sé la polvere e la spossatezza del viaggio, unitamente alla sottile malinconia per la fugacità della permanenza nei luoghi attraversati.

È un country-folk nel pieno solco della tradizione, al tempo stesso romantico e selvaggio, quello proposto nelle varie tappe di “To The Tremendous Road”, che spaziano da declinazioni elettriche vivaci e talora aspre (“You’re On My Mind”, “Flowers”) a ballate intime e riflessive, nelle quali la voce e la chitarra – o il banjo – di Chaplin sono completate dal violino (nella title track, impreziosita da un cammeo vocale di Emma Tricca) o da un’armonica che ne accentua il senso di nostalgia, ma più spesso lasciate sole ad esprimere nella loro essenzialità la solitudine e la libertà del lungo peregrinare di Dola J Chaplin, adesso finalmente giunto a un’apprezzabile tappa del suo cantautorato sincero e mai ridondante.




http://facebook.com/pages/Dola-J-Chaplin/

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Questa voce è stata pubblicata il 18 dicembre 2012 da in recensioni 2012 con tag , , , , , , .
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