JULIA KENT – Character
(Leaf, 2013)
Al terzo album da solista del violoncello, Julia Kent prosegue le esplorazioni intraprese con il debutto “Delay” (2007) e sviluppate in “Green And Grey” (2011), volte ad amplificare le potenzialità del suo strumento, elevato attraverso sfioramenti di corde, percussioni della cassa armonica, filtraggi e overdub, alla stregua di vera e propria orchestra in miniatura.
Fragili e intimamente correlate alla sensibilità dell’artista newyorkese, le dieci pièce raccolte in “Character” ne dischiudono ulteriormente l’orizzonte emotivo, concepite come sono a margine di una serie di riflessioni sulla natura umana, che trascendono le descrizioni metropolitane e le suggestioni bucoliche dei due precedenti lavori. In quest’occasione, la Kent rinuncia infatti all’utilizzo di field recordings, prediligendo una formula compositiva mprontata a una sorta di dialogo interiore, simboleggiato da quello, alternamente morbido e nervoso, del violoncello con…se stesso.
Alla solenne elongazione di note in chiave dronica che caratterizza l’iniziale “Ebb” e ricorre in filigrana in molti altri passaggi del lavoro, si sovrappone o si sostituisce una costante interazione tra fluide armonie cameristiche (“Flicker”, “Nina And Oscar”), inquieti abissi ambientali (“Fall”, “Kingdom”) e vitali partiture ritmiche che fanno risuonare brani quali “Transportation” e “Tourbillon” di pulsante pienezza espressiva.
Se già “Green And Grey” era stata una convincente prova di autosufficienza di Julia Kent nella creazione di paesaggi sonori sospesi tra istinto e razionalità, “Character” attesta una volta di più la straordinaria sensibilità e l’accuratezza compositiva attraverso le quali il difficile esercizio della sonata per solo violoncello si trasfigura in un universo sonoro ed emotivo ricco di sfumature e variazioni di registro.