music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

mark_kozelek_jimmy_lavalle_perils_from_the_seaMARK KOZELEK & JIMMY LAVALLE – Perils From The Sea
(Caldo Verde, 2013)

Un incontro artistico ambizioso tra due “grandi” nei rispettivi campi, tra loro assai distanti, soprattutto in origine. In questo potrebbe semplicemente riassumersi “Perils From The Sea”, prima collaborazione tra due artisti che non hanno certo bisogno di presentazioni per quanto da ciascuno realizzato nella propria carriera ormai ventennale.

L’introspezione cantautorale di Mark Kozelek e gli immaginari elettronici di Jimmy LaValle si intrecciano così su un crinale non del tutto inedito per nessuno dei due, stanti le ulteriori scheletriche rarefazioni atmosferiche dei recenti dischi chitarra-e-voce di Kozelek (in particolare “Admiral Fell Promises”) e le derive verso una dimensione acustica da tempo tracciate da The Album Leaf, da ultimo in “A Chorus Of Storytellers”.

Eppure, l’incipit di “Perils From The Sea”, nel momento in cui unisce le strade dei due artisti sembra volerne divaricare l’espressione: la scorrevole melodia di “What Happened To My Brother”, cantata con l’abituale sommessa scorrevolezza da Kozelek, è infatti semplicemente sospinta da pulsazioni elettroniche piuttosto marcate. Le due entità restano sostanzialmente distinte, stentano a fondersi in maniera organica, fornendo l’impressione che il contributo di LaValle possa essere più una sovrastruttura produttiva che non parte integrante dell’elaborazione dei brani.

Nel corso del lavoro le distanze tendono ben presto ad accorciarsi, con orchestrazioni affini a quelle degli ultimi dischi di The Album Leaf ad abbracciare morbide e sognanti i raffinati sottovoce di Kozelek. La formula riesce così a conseguire discreto fascino, aggiungendo fondali di delicato impressionismo a interpretazioni di inconfondibile pacatezza; il tutto si ferma però a fioche sensazioni atmosferiche generali, senza riuscire mai a tradursi in canzoni davvero efficaci (con parziali eccezioni “You Missed My Heart” e la più solare “Caroline”), anche a causa di evidenti eccessi di prolissità, che portano gli undici episodi dell’album a sfiorare, nel complesso, quasi gli ottanta minuti. Una durata decisamente ponderosa per una collaborazione le cui premesse avrebbero potuto preludere a un esito ben più valido.


http://www.sunkilmoon.com/
http://www.thealbumleaf.com/

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Questa voce è stata pubblicata il 28 maggio 2013 da in recensioni 2013 con tag , , , , , , , .
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