music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

august_and_after_embersAUGUST AND AFTER – Embers
(Self Released, 2013)

Lievi, dal cuore semplice ma aperte a una pluralità di sfumature: sono le melodie acustiche di Ned Mortimer e Vedantha Kumar, duo londinese che debutta sotto la denominazione August And After senza far mistero di intendere di volersi collocare su quella linea di continuità che unisce i classici Simon & Garfunkel ai Kings Of Convenience e a tanti altri contemporanei interpreti di incantevoli canzoni acustiche.

Nella loro sostanza, le dieci agili tracce di “Embers” paiono il frutto di una sapiente combinazione tra delicati intrecci vocali su essenziali accordi acustici e una altrettanto misurata vocazione cameristica, che grazie alla partecipazione al lavoro di numerosi collaboratori ne amplifica le canzoni a fiati, archi e ritmiche (in particolare merita una citazione l’utilizzo del cajón, tradizionale percussione a scatola di origine peruviana).
Le melodie leggiadre, fresche come una brezza primaverile ma sottilmente nostalgiche come una pioggia di tarda estate, trovano così nel più ampio contesto strumentale una pluralità di rifiniture, che modellano le interpretazioni sommesse, quasi timide, del duo in una chiave di raffinato intimismo da camera, che alimenta spunti romantici sulle armonizzazioni degli archi (“The Orchard”, “Set Sail”) e suggella con la tromba istantanee di distante malinconia (“Getaway”).

Non per questo il lavoro ruota soltanto intorno a languori di luoghi e stagioni che non torneranno mai più, in quanto proprio l’ampliato contesto strumentale lascia affiorare l’altro profilo di August And After, ovvero quello di un’imprevedibile giocosità bandistica, racchiusa nel passo svelto e nel vivace handclapping della trascinante “The Jailbreak Song”. Di contro, le componenti più morbide e ovattate del registro espressivo del duo vengono accentuate dalla suadente interpretazione di Sophie Jamieson (altro talento del sottobosco folk londinese) sui velluti armonici tessuti da pianoforte e fiati su “Waltz For Marie”.

Nelle minimali sfaccettature dei suoi trentacinque minuti di durata, “Embers” risulta così un prezioso affresco impressionistico, pennellato da una tavolozza sostanzialmente classica ma sviluppata con sensibilità melodica tale da far annoverare la proposta di August And After tra le più fresche e delicate di quel folk-pop acustico della cui convincente rinascita inglese sembrano ormai potersi cogliersi significative avvisaglie.

http://www.augustandafter.co.uk/

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Questa voce è stata pubblicata il 20 settembre 2013 da in recensioni 2013 con tag , , , , , , , .
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