music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

anna_tivel_before_machinesANNA TIVEL – Before Machines
(Fluff And Gravy, 2014)

Se si dovesse scommettere sul nome di una sola interprete femminile in grado di spiccare il volo dall’affollata scena folk di Portland, quello di Anna Tivel meriterebbe senz’altro di essere tra i più gettonati. Al debutto lo scorso anno con un album autoprodotto a nome Anna And The Underbelly (“Brimstone Lullaby”), con “Before Machines” la Tivel segna un significativo sviluppo del suo songwriting, tanto in termini di personalità quanto di professionalità realizzativa.

Le quindici tracce del lavoro, dalla durata complessiva superiore all’ora, offrono una corposa rassegna delle qualità dell’artista statunitense, che si muove con dimestichezza in un contesto radicato nel folk e rifinito da una pluralità di pennellate e soluzioni strumentali che ne sostengono la scrittura sentita e le interpretazioni asciutte. Pur popolato da riferimenti tradizionali e metafore tratte dal mondo naturale, “Before Machines” è un album estremamente personale, nel quale le doti della Tivel si percepiscono al meglio nella carrellata di canzoni intime e sommesse della quale ben presto prende la forma una tracklist pure aperta dall’upbeat corale di “Five Dollar Bill” e dalle pennellate di country-blues di “Maps Of The Stars” e “One Thousand & One”.

Benché l’impatto di questa prima parte del lavoro sia volutamente vigoroso, il vivace contesto elettrico non permette di rifulgere alle vellutate armonie vocali della Tivel, che invece dimostra ben presto di saper essere al tempo austera e suadente in interpretazioni permeate di agrodolce malinconia, sostenute da un misurato picking acustico e, al più, rifinite da un violino, come nella delicatissima “For Emily Asleep”. Così, il folk antico di “Gentle War” e la danza delle corde pizzicate sulla grana tradizionale di “California” scolorano gradualmente in canzoni in penombra (le varie “Bird Or Beast”, “Midnight On A Monday”, “The Free”, “Letter To A Mountain” e altre ancora) nelle quali Anna Tivel perpetua la magia di narrazioni folk fuori dal tempo.

Quella di Anna Tivel è una classica voce folk a tutti gli effetti, dotata di eleganti dinamiche espressive che rivestono di intensità le sue canzoni, tanto da rendere la fruizione del lavoro, ponderoso almeno per le abitudini folk, agile e anzi molto gradevole, in particolare nei suoi (prevalenti) tratti di essenziale dolcezza acustica.


http://www.annativel.com/

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Questa voce è stata pubblicata il 4 settembre 2014 da in recensioni 2014 con tag , , , , , , .
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