music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

boyd_shropshire_victroy_weatherBOYD SHROPSHIRE – Victory Weather
(Wonderland Archives, 2014)

Nonostante sia appena al secondo album solista, Boyd Shropshire è un veterano della scena indipendente di Philadelphia, dove nell’ultimo decennio ha suonato con gli Human Television, oltre ad aver collaborato tra gli altri con Kurt Vile.
Eppure, in lui è capitato di imbattersi solo di recente, in occasione della sua partecipazione vocale nel brano d’apertura del mini album “Wires Over, Wired In” dei newyorkesi Tiger Dare. Appunto il suo trasferimento nel Queens pare avergli dischiuso nuovi orizzonti artistici, come dimostrano i dieci pezzi su cassetta di “Victory Weather”, che del registro della band dream-slow-core con la quale ha da ultimo collaborato conservano una sensazione di trasognata indolenza.

Fin dall’apertura, “I’ve Gotta Try”, la nuova dimensione espressiva di Shropshire si attesa su timbriche ovattate di soffice malinconia, attraverso le quali si snodano pigramente melodie leggere, scandite da pochi accordi in media fedeltà e da interpretazioni avvolte in un invariabile dolce torpore.Più che a narcolessie di stampo più o meno “indie”, le scarne canzoni di “Victory Weather” sembrano ricollegarsi a linguaggi cantautorali, sfumati nelle loro attitudini da cameretta (anche il supporto del nastro in questo senso aiuta) e pervasi da atmosfere sospese e raccolte, che in più di un’occasione paiono omaggiare i Red House Painters.

Non c’è nei brani di Shropshire il tormento del giovane Kozelek, bensì piuttosto il dolce torpore di contemplazioni intime e serafiche che, con l’avanzare della tracklist, svaporano sempre più verso contesti umbratili e rarefatti (gli oltre sei minuti di “Valentine” presentano una coda quasi ambientale), ma sempre mantenendo ferma la fluidità di melodie evanescenti che trovano l’accompagnamento ideale nell’endemica nostalgia di semplici accordi e riverberi  di distante psichedelia.

Dimesso fin dal formato nel quale è pubblicato e dalla tonalità poco più che sottovoce nella quale è cantato, “Victory Weather” rappresenta una buona prova delle nuove vesti di un artista che proprio in una (sonno)lenta penombra cantautorale sembra aver trovato la dimensione a lui più confacente.

http://www.facebook.com/boydshropshiremusic

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Questa voce è stata pubblicata il 5 settembre 2014 da in recensioni 2014 con tag , , , , , , , .
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