music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

sun_kil_moon_benjiSUN KIL MOON – Benji
(Caldo Verde, 2014)

Nell’ultimo biennio Mark Kozelek ha proposto una mole di produzioni ingente come non mai nel corso della sua carriera ultraventennale. “Benji”, sesto album a nome Sun Kil Moon, segue di due anni l’imponente “Among The Leaves” e un 2013 all’insegna delle collaborazioni con The Album Leaf e Desertshore.

Si tratta di nuovo di un album lungo – oltre l’ora di durata – e costellato da una complessa trama di caratteri, descritta in testi torrenziali e dominata da storie legate a vissuti familiari, condivisi con ospiti d’eccezione tra i quali Will Oldham e Steve Shelley.

Alle tinte solari della copertina e a un impianto sonoro che riveste spesso le note acustiche e il cantato uniforme di Kozelek di vibrazioni e impulsi ritmici più vivaci del solito, corrisponde invece una narrazione offuscata dall’opprimente ombra della morte, che incombe più o meno esplicitamente in quasi tutti gli undici brani. Kozelek la racconta senza ostentare disperazione, ma con realismo quasi distaccato, tanto da non far trasparire sostanziali differenze quando canta la vita rapidamente bruciata della cugina “Carissa”, la storia della propria relazione col sesso di “Dogs” e la dichiarazione d’affetto in salsa gospel di “I Love My Dad”.

In “Benji” si ritrova tutto l’universo personale e artistico di Kozelek, il cui contenuto narrativo è come sempre inscindibile dalla formula chitarra e voce, ancora una volta rivestita di rara efficacia espressiva.

(pubblicato su Rockerilla n. 403, marzo 2014)

4 commenti su “

  1. Andrea
    10 marzo 2014

    La frase “In “Benji” si ritrova tutto l’universo personale e artistico di Kozelek” è perfetta. Sinceramente infatti non riesco a spiegarmi l’eco mondiale che ha avuto quest’ultimo disco. E’ bello…ma bello come al solito. Sicuramente meno interessante di altri suoi dischi, anche di quelli targati SKM (tipo April).

    • rraff
      10 marzo 2014

      Altrettanto difficile è spiegare perché alcuni suoi dischi recenti siano stati frettolosamente liquidati sulla base dell’assunto di una sorta di coazione a ripetere dal punto di vista espressivo. A me “April” era piaciuto parecchio, mentre in particolare l’ultimo “Among The Leaves” non era proprio ai massimi della sua ispirazione.
      “Bello come al solito” è la definizione più calzante, mentre la percezione generale del disco va ascritta ai misteri insondabili dell’informazione musicale “ufficiale”!

      • Andrea
        10 marzo 2014

        MI togli le parole di bocca. Sarei comunque curioso di sapere se questa volta la CaldoVerde si sia affidata ad agenzie stampa più grosse, o che altro…

      • rraff
        10 marzo 2014

        Per esperienza personale, in Italia non si è andati al di là di qualche lancio stampa, probabilmente connesso all’imminente tour. In generale Caldo Verde non eccelle particolarmente nella disponibilità dei mezzi di promozione; a me per esempio è arrivato un promo digitale il giorno prima dell’uscita italiana del disco.
        Ovviamente a quel punto qualche “testata credibile” aveva già pubblicato da leak… :D

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 10 marzo 2014 da in recensioni 2014 con tag , , , , , , , .
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: