music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

red_trees_ep3RED TREES – EP 2 + EP 3
(Sea Records, 2014)*

L’essenzialità si coglie fin dal modo in cui i Red Trees presentano se stessi e i propri lavori, prima ancora di scoprirla confermata in maniera sostanziale dall’ispirazione e dal contenuto della loro musica. Tutto quel che c’è da sapere su di loro è quel poco che è dato conoscere tramite la loro pagina Bandcamp, ovvero che si tratta originariamente di un duo formato da Chris Beckett e Lou Richards, che fin dal 2006 scriveva armonie acustiche e intrecci vocali ma che solo con il trasferimento a Sheffield e l’ampliamento della formazione alle sfumate ritmiche di Neil Johnson ha trovato una compiuta dimensione espressiva. È in questo formato che la band, verso la fine dello scorso anno, ha finalmente intrapreso la pubblicazione di una serie di Ep registrati in maniera casalinga, contrassegnati soltanto dal numero progressivo e disponibili in limitatissime edizioni cd-r 3”.

L’idea sottostante alla serie, testimoniata dall’unica informazione riportata sui cd-r relativa al periodo di scrittura delle canzoni, è quella di raccogliere in forma di canzoni una sorta di diario di un periodo creativo. Finora sono stati pubblicati tre Ep, il primo dei quali raccoglieva canzoni scritte durante l’estate del 2013, mentre i due più recenti, pubblicati nella prima parte dell’anno in corso, comprendono ciascuno cinque brani frutto rispettivamente creati durante gli ultimi autunno e inverno. La luce, i colori e le sensazioni stagionali permeano in maniera evidente le canzoni dei Red Trees, accomunando il secondo e il terzo Ep per affinità di ispirazione e sostanziale omogeneità espressiva.
Le ovattate note acustiche e l’endemica dolce nostalgia, il calore domestico e i dimessi intrecci melodici dei dieci brani consentono dunque di considerare i due Ep come la risultante di un unitario processo creativo e di sensazioni perduranti nel corso delle stagioni.

red_trees_ep2A definire chiaramente le atmosfere da caminetto dei Red Trees sono sufficienti i primi sonnolenti accordi di “New Leaves” e il dolce cantato sottovoce di Lou e Chris, che dialogano o cantano all’unisono perpetuando un’intramontabile magia acustica che trascende vecchi e nuovi “movimenti” (?). Alle suggestioni dei Kings Of Convenience più dimessi, tuttavia interpretate da una metà femminile, le canzoni dei Red Trees uniscono un alone al tempo stesso sognante, riflessivo e malinconico, che appare il risultato di una riduzione delle carezze visionarie di Damon & Naomi all’osso dell’isolazionismo dei primi Mi And L’Au. Oltre al fragile equilibrio tra una penombra talora piuttosto densa e la soffusa intimità di confessioni tra amanti (“Heart Is A Compass”), nell’essenziale registro della band si affaccia un accurato dosaggio di tempi, non circoscritto alle sospensioni tra le stille di note e melodie ma estese a pallide cadenze di ascendenza slow-core (“Painted Windows”).

Alle tonalità sfumate, ma ancora tiepide dell’”EP 2”, la terza pagina del diario in musica dei Red Trees sostituisce diafani riflessi invernali, evocando l’incantata quiete della neve fin dal brano d’apertura, “Seasons”, quasi un manifesto della sensibilità tematica della band e della delicatezza con la quale elabora impercettibili progressioni. Alle ambientazioni ancor più rarefatte corrisponde tuttavia una pregevole definizione melodica, che nel folk narcolettico di “Wild Flowers” esalta la delicatezza interpretativa della Richards e nella dolce introspezione di “Sparrow” e “Thoughts” riassume l’intera essenza di una band alla quale sono sufficienti pochissime lente pennellate per creare una serie di preziosissime miniature acustiche. Anche in questo terzo Ep si coglie – in misura anzi amplificata – il gusto dei Red Trees per filigrane al rallentatore, che finiscono per definirne la misura della lentezza lungo gli otto minuti e mezzo di “Magic”, in una sequenza di cadenze rade e sinuose che riassumono un mondo espressivo che va da Louisville a Duluth, in una trasognata miscela di slow-core e melodie folk da cameretta.

La musica dei Red Trees va tuttavia scoperta nota dopo nota, oltre le parole e oltre le cinquanta copie disadorne (fin troppo) nelle quali i due Ep sono stati pubblicati; è musica per pomeriggi indolenti che scivolano presto nelle ombre della sera, è musica che coccola la dolce malinconia autunnale e riscalda con il proprio calore umano i rigori invernali. Non è musica per tutti (e non certo solo per la tiratura limitata delle edizioni), ma per cuori sensibili e orecchie pazienti, della cui rara dolcezza innamorarsi perdutamente.

*disco della settimana dal 15 al 21 settembre 2014


https://www.facebook.com/RedTreesMusic

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Questa voce è stata pubblicata il 15 settembre 2014 da in recensioni 2014 con tag , , , , , , , , , , .
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