music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

allo_darlin_we_come_from_the_same_placeALLO DARLIN’ – We Come From The Same Place
(Fortuna Pop!, 2014)

Corre veloce al ritmo del cuore Elizabeth Morris, come testimonia la scelta di aprire con un brano intitolato “Heartbeat” il terzo disco dei suoi Allo Darlin’, “We Come From The Same Place”, giunto al culmine di un periodo di cambiamenti che l’ha vista coronare la sua vita sentimentale e trasferirsi in Italia.

Le undici canzoni del nuovo lavoro sono così un diario di un nuovo inizio, tuttavia non privo della sottile malinconia e del ricordo che ogni cambiamento reca con sé, tanto più per un’artista giramondo come la Morris, australiana d’origine ma iniziata all’attività musicale durante il suo periodo inglese. Le tematiche personali coincidono in “We Come From The Same Place” nella scelta di un registro espressivo schietto e diretto, ma anche caratterizzato da un songwriting animato da delicato coinvolgimento. Il veicolo ideale per siffatta tavolozza emotiva non poteva dunque essere che un pop privo di remore nel guardare alla tradizione britannica, filtrato attraverso il disincantato approccio folk sviluppato nel precedente “Europe” (2012).

Rispetto alla freschezza agrodolce di quel lavoro, “We Come From The Same Place” sembra rivolgersi piuttosto al vivace piglio sbarazzino dell’omonimo esordio della band (2010), smussando l’intrinseca nostalgia dei temi trattati attraverso un linguaggio indie-pop brioso e coinvolgente (“Romance And Adventure” e la title track, godibilissime), ma che non disdegna incursioni più nervose e oscure (“Half Heart Necklace”, ispirata a Twin Peaks) né richiami all’esperienza del tour americano insieme a The Wave Pictures che vedono le grazia pop della Morris fondersi con richiami alt-country (“Kings And Queens” e il duetto con il chitarrista Paul Rains in “Bright Eyes”).

Le delicate pennellate del songwriting della Morris affiorano tuttavia nei brani dalla più spoglia matrice folk, a partire proprio dall’incipit “Heartbeat”, passando per “Angela” fino a giungere al binomio conclusivo tra il dolce romanticismo di “Santa Maria Novella” e la semplicità bucolica di “Another Year”, che vede l’artista di origine australiana tornare a strimpellare quasi in solitaria il suo fido ukulele.

Il filo conduttore del lavoro risulta così svolto in una pluralità di sfumature che, seppure in forma lievemente meno cristallina rispetto a “Europe”, attestano il processo di affinamento della scrittura della Morris, ispirata interprete di un presente personale artistico, non ripiegato nella nostalgia ma aperto a opportunità da cogliere al volo, come le emozioni e i paesaggi che la sua sensibilità riesce a riassume nel breve spazio di una canzone.


http://allodarlin.com/

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