music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

richard_youngs_red_alphabet_in_the_snowRICHARD YOUNGS – Red Alphabet In The Snow
(Preserved Sound, 2014)

Approcciarsi a ogni nuova uscita firmata Richard Youngs implica la incerta curiosità della destinazione immaginaria nei quali la multiforme creatività del prolifico artista scozzese potrà condurre nell’occasione. Ebbene, le due tracce da quasi venti minuti ciascuna che occupano le facciate del vinile in edizione limitata “Red Alphabet In The Snow” potrebbero riassumere da sole molte delle diverse anime messe in mostra nella sua lunga carriera da Youngs: fingerpicker, cantautore, aedo psych-folk, cesellatore elettro-acustico e persino vagheggiatore di visionari viaggi sci-fi.

Benché ampiamente incentrate sull’abilità di Youngs di creare arabeschi acustici con chitarra classica, dodici corde, ukulele, banjo, sitar e persino la çiftelia albanese, le due tracce associano agli strumenti a corda una piccola orchestra unipersonale composta anche da chitarra e violino elettrico, ritmiche, vocalizzi distanti ed effetti vari. Da tale amplissima tavolozza strumentale, Youngs ricava due lunghi piani sequenza incredibilmente caldi e coesi, fondati tanto su una perizia esecutiva che comunque si mantiene a distanza di sicurezza dal solipsismo virtuosistico quanto su un’immaginifica ambience elettro-acustica, parimenti radicata nelle reminiscenze di un folk britannico ancestrale e misterioso e votata all’esplorazione di culture musicali aliene, più o meno esotiche.

Mentre il primo lato del lavoro si muove con cadenze più definite e trova esito in una fusione tra stille acustiche e riverberi malinconici, il secondo si atteggia a flusso placido e cinematico, con note e accordi come smorzati sotto una coltre nevosa, eppure tale da permettere di traspirare al morbido flusso di armonie che si rincorrono in un graduale crescendo di intensità e frequenza. “Red Alphabet In The Snow” appare così come un nuovo composito viaggio sonoro in una dimensione al tempo stesso aliena e tangibile, che riporta Richard Youngs al contenuto più essenziale di un fingerpicking plasmato in modo tale da travalicare coordinate temporali e geografiche.

http://www.jagjaguwar.com/youngsrichard

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Un commento su “

  1. giadep
    21 ottobre 2014

    cavolo

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