music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

Cover_For_I_TunesRÖKKURRÓ – Innra
(Self Released, 2014)

Accreditati tra le possibili “next big thing” del pullulante sottosuolo islandese, i Rökkurró si sono gradualmente discostati dalle sfumature post-rock del debutto “Það Kólnar Í Kvöld…” (2008), nel quale la presenza dell’elemento vocale lasciava già presagire potenzialità evolutive tanto interessanti quanto necessitate dagli angusti confini di quell’ambito originario. Sono poi seguite le aperture corali e gli arrangiamenti d’archi di “Í Annan Heim” (2010), prodotto da un certo Alex Somers (Jónsi & Alex), e infine le scelte artistiche e di vita di alcuni membri della band, che hanno trascorso gli ultimi anni tra Londra, Tokyo e Reykjavík.

Forse anche per questo “Innra” è affare sostanzialmente diverso da quanto realizzato finora dalla band, che presenta ormai se stessa come ensemble pop, forse adesso davvero pronto al grande salto che i precedenti linguaggi espressivi non gli hanno integralmente consentito.
Gli undici nuovi brani, realizzati con l’assistenza del cantautore-produttore Helgi Hrafn Jónsson, sono infatti innanzitutto delle vere e proprie canzoni, guidate dalla particolare estensione vocale della cantante Hildur Kristín Stefánsdóttir e per la prima volta cantate quasi interamente in inglese.

Tra le righe, si riscontrano ancora tracce degli originari profili della band, sotto forma di aperture orchestrali, di qualche residuo crescendo finale e delle armonie pianistiche che fungono da fondamento della maggior parte dei brani di “Innra”. Proprio tali armonie sono ora diventate scorrevoli e accattivanti, come a sostenere le velleità da pop di ampio respiro delle interpretazioni, enfaticamente “soulful” della Stefánsdóttir. Se in brani quali ad esempio “Blues Skies” si mantiene quel dialogo tra melodie e dinamiche compositive che aveva positivamente caratterizzato i primi due lavori, altrove qualche eccesso produttivo fa deviare i Rökkurró verso una leggerezza patinata che giunge persino a qualche incongrua tentazione electro-pop (“Weightless”, “Hunger”).

Mentre si può prevedere che saranno proprio queste ultime ad assicurare una più ampia diffusione alla musica della band islandese, è legittimo nutrire qualche perplessità sulla coerenza di tale rinnovata dimensione con premesse e potenzialità comunque ancora riconoscibili.


http://rokkurro.com/

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Questa voce è stata pubblicata il 7 dicembre 2014 da in recensioni 2014 con tag , , , , , , .
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