music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

anthony_atkinson_the_running_mates_broken_folksANTHONY ATKINSON & THE RUNNING MATES – Broken Folks
(Lost And Lonesome, 2014)

Quello australiano è notoriamente un ambiente musicale a sé stante, e non soltanto per oggettive ragioni geografiche. Anche in tempi di comunicazione globale capita così che certe esperienze artistiche si svolgano in maniera autonoma sul continente australe, sviluppando propri linguaggi non necessariamente sincronici con il resto del mondo e secondo tempi, a loro volta, piuttosto dilatati.

È quest’ultimo il caso di Anthony Atkinson, songwriter con alle spalle la militanza nella band The Mables tra anni Novanta e inizi Duemila, nel corso della quale ha avuto tra l’altro l’occasione di suonare accanto ai più noti Lucksmiths. Oggi è proprio l’etichetta diretta dal bassista dei Lucksmiths, Mark Monnone, a riportarlo alla produzione discografica, a ben otto anni di distanza dalla precedente pubblicazione (e secondo album solista) “Loyalty Songs”.
Assistito da una band che annovera tra gli altri membri degli stessi Lucksmiths e di The Zebras, Atkinson dispensa in “Broken Folks” una variopinta rassegna di canzoni leggere, che dal composito puzzle di esperienze e sensibilità sue e dei suoi nuovi collaboratori traggono spunti di agrodolce spensieratezza indie-pop, frizzanti aromi folk e languori chitarristici australi tra Go-Betweens e Dunedin Sound.

Nella loro eterogeneità, le dieci tracce di “Broken Folks” sono tuttavia legate dai comuni denominatori rappresentati dalla matura scorrevolezza della scrittura pop di Atkinson e dal suo ricercato gusto applicato a testi che spaziano da narrazioni di ordinaria malinconia sentimentale a testimonianze di consapevolezza sociale non poi così comuni in quelle che restano pur sempre delle canzoni pop. I temi non contraddicono la leggerezza complessiva di tono del disco, vi si saldano grazie alla scrittura di Atkinson, attenta dotata della rara qualità di essere seria senza prendersi troppo seriamente e sensibile a una serie di soluzioni sonore tanto varie quanto brillanti. Si spazia così dal passo sbarazzino dell’iniziale “I Lost My Way, I Found a Friend” e dal luminoso lirismo del singolo “It Radiates” (entrambe animate da una eleganza decadente di stampo tipicamente british) a impennate guitar-pop comunque gestite con toni sfumati (“Calm & Collected”, “Her Place”), fino a spunti di un folk bucolico (“Some Border Town”) e venato di una certa coralità orchestrale (l’inserto di tromba di “Into Night Again”) che segnano i momenti di più composita e cristallina ispirazione del lavoro.

L’intero “Broken Folks” è comunque un album estremamente godibile, costruito con cura nei testi e negli arrangiamenti, privo di eccessive pretese eppure anche proprio per questo motivo degno discendente della tradizione pop e, ancor più, di quel microcosmo pop-rock che continua a proliferare in Australia, dove in Anthony Atkinson ritrova un validissimo interprete.

https://www.facebook.com/pages/Anthony-Atkinson-The-Running-Mates/

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: