music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

james_frost_namelessJAMES FROST – Nameless E.P.
(Self Released, 2014)

Il picking cristallino e il vellutato timbro vocale di James Frost non passano affatto inosservati, fin dalle prime note e armonie di “Nameless”, primo dei cinque brani raccolti nell’omonimo Ep di debutto di un artista che appare già dotato delle stimmate del predestinato.
In poco meno di venti minuti, “Nameless” mette in mostra la sfaccettata personalità del songwriter inglese, non solo capace di perpetuare una tradizione cantautorale nel solco dei “classici” Nick Drake e John Martyn, ma di rinnovarla attraverso un’equilibrata miscela di rispetto e creatività.

Se appunto lo splendido brano iniziale colpisce da subito per semplicità e pathos narrativo, la stessa compresenza di una seconda voce femminile e un’ovattata aura di romanticismo bucolico ne rendono preziosa la danza delle note acustiche e la delicata intensità interpretativa di Frost. Seguendo analoghe modalità di sviluppo dei brani, l’intero Ep appare un piccolo ma esaustivo catalogo dell’ampio spettro di interesse espressivo dell’artista inglese, via via più incline a una ricchezza di soluzioni sonore e a una più spiccata dimensione ritmica. Nella seconda traccia “Nomad” i colori si fanno più vividi, con il lirismo sixties di Frost che si trasforma in moderato crooning, accompagnato da un’andatura brillante e vivace, mentre in “Pride” il ruolo della chitarra acustica viene assunto da un pianoforte dalle cadenze rese sfumate da timidi frammenti elettronici, mentre il timbro l’interpretazione si inarca su tonalità lievemente più alte.

I due brani accentuano ulteriormente l’elemento ritmico, prima con le strimpellate di “Visitors”, leggermente nervose anche se sempre innestate su un’atmosfera avvolgente, e infine con la scatenata “Rolling Thunder”, danza obliqua guidata da un cantato tenebroso e vagamente distorto in chiave bluesy, ben distante dalle premesse iniziali dell’Ep, eppure del tutto coerente con la sua linea di sviluppo. Nella sua concisione, “Nameless” rivela così la versatile creatività di un artista decisamente al di sopra della media, le cui doti di scrittura e interpretazione lo elevano ben al di sopra della media delle tante autoproduzioni cantautorali in circolazione.

http://www.jamesfrost.bandcamp.com/
http://www.facebook.com/jamesfrostmusic

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Questa voce è stata pubblicata il 18 dicembre 2014 da in recensioni 2014 con tag , , , , , , , .
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