music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

brenda_xu_for_the_winterBRENDA XU – For The Winter
(Self Released, 2014)

La silente stasi di un paesaggio innevato e il calore ovattato dell’inverno sono condizioni che si adattano alla perfezione al sonwgriting di Brenda Xu, cantautrice di origini cinesi reduce da un lungo silenzio seguito all’album di debutto “A Little Illusion” (2009), coinciso con il trasferimento da San Diego a Seattle, città non a caso tra le più fredde e uggiose degli Stati Uniti.
Forse anche a questo è dovuto il titolo “For The Winter”, sotto il quale sono raccolte sette canzoni di delicato intimismo acustico, dai cui tempi e cadenze traspare il carattere calmo e riflessivo della scrittura della Xu, che con la sua voce decisa ma suadente modella una sequenza di ballate variopinte, non incentrate soltanto su chitarra e voce.

Ogni brano presenta proprie specifiche peculiarità, in una varietà di soluzioni, amplificate dalla produzione da parte di Don Farwell, che lascia trasparire la duttile eleganza delle interpretazioni dell’artista statunitense. Quasi a voler contraddire la propria traccia tematica, il lavoro si apre con le calde pennellate del picking acustico di “Summer Song”, appena sostenute da sfumature ritmiche, dalle quali si coglie già un’estrema pulizia produttiva, subito confermata dagli arrangiamenti d’archi della successiva “Light Of The Moon”, canzone dotata di buone potenzialità di approdo a una dimensione più ampia rispetto a quella dei cultori del cantautorato indipendente.

La placida intensità interpretativa della Xu è affiancata di volta in volta da qualche nuova variazione, di tonalità o strumentale che sia: la tromba e il pianoforte di “Trumpet Song” presentano un incedere quasi jazzy, “Cold In Virginia” scorre sospesa a partire da rilucenti vibrazioni di xilofono, mentre la tromba torna ad associarsi con la chitarra acustica nell’incantata title track. È in questi contesti umbratili e sfumati, oltre che nei soffusi intrecci armonici e nell’apertura di fiati finale di “We Die From It”, il brano più toccante del lotto, che si manifestano al meglio la classe discreta di Brenda Xu e il suo spontaneo bilanciamento tra un’introspezione invernale narrata sottovoce e gli spunti di una raffinatezza vellutata, comunque sempre ben lontana dall’affettazione.

http://www.brendaxu.com/

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 30 dicembre 2014 da in recensioni 2014 con tag , , , , , , , .
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: