music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

ask_the_woods_season_of_the_sticksASK THE WOODS – Season Of The Sticks
(Self Released, 2014)

Una suggestione e un pensiero inevitabile si manifestano fin dalle prime note di “Sierra”, brano di apertura della prima testimonianza discografica a nome Ask The Woods di un solitario cantautore che risponde al nome di Paul Cataldo e ha trovato in un’antica baita sulle Blue Ridge Mountains il luogo ideale per dar vita alle canzoni di questo suo nuovo progetto. La suggestione è quella di un isolazionismo panico, proprio di pochi altri adepti di ancestrali culti di naturalismo folk (quali ad esempio gli Arborea), mentre il pensiero rimanda al primo Sam Beam, per timbro vocale ed essenzialità del picking acustico.
“Sierra” è un piccolo gioiello nascosto di voce e banjo, dall’andatura dolcemente sbilenca e dall’atmosfera rapita dalla contemplazione della natura incontaminata introiettata da Cataldo durante l’esperienza di registrazione delle sette tracce di “Season Of The Sticks”.

Sarebbe comunque limitante circoscrivere l’espressione al lusinghiero riferimento a Beam, peraltro citato quale esplicita fonte di ispirazione, perché nella breve durata del lavoro (ventisette minuti) tratteggia un incantato bozzetto bucolico invernale in “Full Snow Moon”, omaggia un certo ritualismo ascetico nel picking caldo di “Owls” e in quello vagamente tenebroso della title track e non manca di offrire saggi di un cantautorato classico e ispirato in una fluida ballata alt-country come “Sky Is Fallin’”. La scrittura di Cataldo si muove con naturalezza tra tradizione narrativa e spunti di pronunciato lirismo, rivestendosi di brezze gentili e limpide come l’aria dei luoghi in cui le canzoni di “Season Of The Sticks” hanno preso forma.

Fuor da ogni cliché, è davvero facile immergersi nella dimensione solitaria, incontaminata e avvolta da un ovattato calore umano, all’ascolto della narrazione dell’esperienza umana e artistica di Cataldo tra i monti del North Carolina, un’esperienza di solitudine folk, di confronto con se stesso e con la natura, in cerca di risposte che i boschi hanno restituito sotto forma di una manciata di canzoni semplici, delicate e sentite, perfette da ascoltare accanto al caminetto in una sera invernale.

http://paulcataldo.com/

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