BEN EYES – Flood
(Time Released Sound, 2015)
Il soundscaping come messaggio di consapevolezza ambientale: potrebbe riassumersi così, in estrema sintesi, il contenuto di “Flood”, una cartolina sonora di poco più di venti minuti in traccia unica scattata con un’esposizione prolungata da Ben Eyes nel periodo delle inondazioni che nello scorso inverno hanno colpito la contea del Northumberland, nell’Inghilterra nord-orientale.
Il flusso scrosciante dell’acqua è tradotto dall’artista inglese una montante massa sonora, che muove da field recordings e iterazioni di frequenze basse, metafora di precipitazioni incessanti, per trasformarsi gradualmente nella travolgente densità di una marea dall’incedere sordo e inquietante.
Non vi sono elementi romantici né contemplativi lungo tutto il corso della traccia, il cui messaggio di monito riesce invece efficace, proprio in quanto rivestito dei caratteri angosciosi di una minaccia concreta, incombente sullo stesso ambiente naturale che la musica ambient, per definizione, osserva e reinterpreta.