music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

adna_run_luciferADNA – Run, Lucifer
(Despotz, 2015)*

C’è qualcosa di invariabilmente oscuro nel mondo emotivo di Adna Kadic, la lunga ombra creata dal sole basso sull’orizzonte del Nord Europa dal quale proviene o una nube che vela il cielo di quella notte che continua a costituire il contesto privilegiato della sua scrittura.

Al secondo album, appena un anno dopo il debutto “Night”, la giovanissima artista svedese ma ormai stabilmente residente a Berlino non smentisce i cardini stilistici per i quali si era inizialmente messa in mostra, ovvero la latente tensione delle sue interpretazioni e il registro classico sul quale nascono le sue canzoni, ma soprattutto le atmosfere austere e appunto vagamente tenebrose veicolate tanto in uno scarno formato acustico scandito dal pianoforte quanto nella ricchezza di marcati crescendo full band spolverati di elettronica. Quest’ultimo appare da subito particolarmente sviluppato nelle nove tracce del conciso “Run, Lucifer”, album che sfiora appena la mezz’ora di durata complessiva, a duplice testimonianza dell’acquisizione di sicurezza da parte dell’artista svedese e delle sue potenzialità di proiezione su una dimensione ben più ampia rispetto a quella del solo cantautorato indipendente.

Prova evidente ne sono le avvolgenti cadenze elettroniche del singolo “Lonesome” (non aliena da sensazioni bjorkiane…) e la brusca impennata elettrica di “Living”, sulla quale la voce sottile della Kadic si inarca quasi rabbiosa, in una spasmodica tensione pur depotenziata da una produzione (realizzata in collaborazione con Simon Hagström Rennerstedt) che pare muoversi nella direzione di recente tracciata con successo da Daughter.

Lungo tutto il breve corso di “Run, Lucifer” permane tuttavia sempre tangibile il lato oscuro di Adna, che attraverso la scrittura sembra continuare a esorcizzare i propri demoni. Prendono così forma testi fortemente simbolici e canzoni che tanto più palesano carica espressiva quanto più trasudano una fragilità emotiva perennemente in bilico tra quiete e disperazione. Spogliate dagli ulteriori elementi volti ad amplificarne le già spiccate potenzialità, resta la forza gentile di interpretazioni che rifulgono al meglio negli scarni contesti delimitati dal dialogo tra pianoforte (o chitarra) e voce, appena sporcati dall’elettronica ovvero amplificati dal fascino nebbioso di arrangiamenti avvolgenti. È quel che avviene, in fondo, nella parte preponderante del lavoro, nella ballata pianistica che vi fornisce il titolo e nelle eleganti intersezioni con un’elettronica discreta di “Silhouette (Always Yours)” e “Shiver”, ma anche in scorci di brani dalla struttura più articolata, quali la trepidante “Shiver” e la stessa “Living”, la cui tempesta è dissolta da una toccante coda sul pianoforte.

Grazia sognante e turbini tenebrosi, forza angosciosa e placida eleganza convivono così nel secondo disco di Adna Kadic in un equilibrio prezioso, altresì determinato da una tagliente schiettezza emotiva e da una superficie a tratti persino patinata ma tale da esaltare le doti di una giovane artista che non stupirebbe ritrovare presto su palcoscenici importanti.

*disco della settimana dal 16 al 22 marzo 2015


http://adna.se/

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 16 marzo 2015 da in recensioni 2015 con tag , , , , , , , , .
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: