music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

aerial_put_it_this_way_in_the_headlines_reissueAERIAL – Put It This Way In The Headlines (reissue)
(Oscarson, 2015)

Quante volte si è sentito porre l’interrogativo circa le possibili vie d’uscita dal post-rock? Ebbene, “Put It This Way In The Headlines”, disco pubblicato nel 2009 ma oggi opportunamente riproposto in una curatissima edizione in vinile, potrebbe rappresentare una risposta credibile non solo a quella domanda ma alla complessiva prospettiva evolutiva di una pluralità di linguaggi musicali che hanno popolato il primo scorcio del nuovo millennio, ma anche buona parte degli anni ’90.

Ne è stato artefice un quintetto svedese chiamato Aerial, la cui attività, concentrata nella seconda metà del primo decennio dei Duemila (due album, un mini e una manciata di Ep), è rimasta finora sostanzialmente nell’ombra. Eppure, “Put It This Way In The Headlines”, secondo lavoro della band svedese è, innanzitutto, un disco molto distante dalla manieristica replica della formula soft-loud, nel quale lo stesso travalicamento di una varietà di canoni “post-“ non si limita all’elaborazione di vere e proprie canzoni, che pure formano la parte preponderante del disco, guidate dal timbro declamante e vagamente tenebroso di Sebastian Arnström.

Lungo il corso di quasi un’ora di durata, gli Aerial propongono una coesa sintesi di suggestioni indie-rock anni ’90, dagli spasmi in odor di Built To Spill di “He Looked At The Sky And Mumbled;” e dall’andatura nervosa di “Vacant Dreamers” allo scorrevole pop in salsa emo-core di “I Am TV” e “Zebra”, decisamente prossimo al registro dei Death Cab For Cutie più ispirati. Avviene così che l’estetica post-rock si riscontri piuttosto in segmentazioni ritmiche, cadenze rallentate e stratificazioni di feedback, che danno luogo alternamente a stop-and-go incalzanti e dilatazioni vaporose quali quelle della sonnolenta “Quite A Few Homes Later”. Resta poi solo una lunga cavalcata, la conclusiva “Guitar Ode To A Sunny Afternoon”, a dipanarsi per quasi undici minuti tra crescendo impetuosi e progressive decostruzioni.

“Put It This Way In The Headlines” si atteggia così a lavoro fuori dal tempo – ma niente affatto “fuori tempo massimo” – la cui ripubblicazione appare opportuna a rispolverare non solo un’estetica ormai declinante ma a riportarne alla luce una declinazione peculiare, animata da una lucida tensione evolutiva, che sarebbe un peccato fosse dispersa insieme all’esperienza di una band tanto “minore” quanto del tutto peculiare nell’ampio panorama espressivo di riferimento.

https://www.facebook.com/OscarsonLabel

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