music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

philippe_blache_script_of_a_journey_through_the_time_imagePHILIPPE BLACHE, DAVIDE RICCIO, JESSICA PEACE – Script Of A Journey Through The Time-Image
(Triple Moon, 2015)

Quando, nel substrato concettuale di opere sperimentali, si affaccia il tema della memoria, si ricade spesso in citazioni “hauntologiche”, legate piuttosto alla persistenza di idee e, dunque, di ricordi, nella stessa misura in cui si sfocia in tenebrose risonanze ambientali. Ben diverso, sotto entrambi i punti di vista, è il modo in cui scandaglia l’argomento Philippe Blache (alias Day Before Us) nel nuovo progetto che lo vede affiancato dalla poetessa Jessica Peace e dal sound artist e critico musicale Davide Riccio.

L’insolito terzetto affronta in “Script Of A Journey Through The Time-Image” il diverso concetto di “paramnesia” (disturbo della memoria che consiste nell’alterazione dei ricordi), traducendolo in dieci cartoline sonore tanto allucinate e spettrali quando vivide nei loro contenuti armonici e nell’impiego di una strumentazione non soltanto elettronica ma ampiamente incentrata sulle note del pianoforte e, in parte, sulle voci dei due compagni d’avventura di Blache.

In poco più di mezz’ora, “Script Of A Journey Through The Time-Image” disegna un’inquieta galleria di echi e risonanze oblique, costruite intorno alle note del pianoforte e a discrete modulazioni elettroniche, deputate a fornire ampiezza e profondità ad atmosfere surreali, collocate in una dimensione aliena. Non basta a fornire materialità alle composizioni di Blache – che pubblica il lavoro in una limitata edizione in cd-r sulla sua etichetta Triple Moon Records – la sola presenza delle voci, declamanti o ridotte a diafani simulacri umani, piuttosto che strutturate in un cantato vero e proprio.

Eppure, quel che distingue il viaggio dell’artista inglese attraverso lo spazio e il tempo dall’ottundente afasia dark-ambient è proprio la dimensione di partecipazione emotiva innestata nelle sue composizioni, unita alla fluidità della quale sono dotate tanto le melodie pianistiche quanto le austere folate ambientali.

http://triplemoonrecords.wordpress.com/

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Un commento su “

  1. triplemoonrecords
    16 aprile 2015

    L’ha ribloggato su Triple MOON RECORDSe ha commentato:
    Thanks !

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