music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

corrina_repp_the_pattern_of_electricityCORRINA REPP – The Pattern Of Electricity
(Caldo Verde / Discolexique, 2015)

Da cantautrice solista a guida di una band alt-rock e ritorno; dalle cure di Mark Kozelek a quelle di Peter Broderick, passando per un lungo periodo nel quale l’immediatezza di scrittura e arrangiamenti non ne hanno rappresentato il principale orizzonte espressivo. Questa, in estrema sintesi, la parabola di Corrina Repp, che dopo aver chiuso la parentesi dei Tu Fawning è tornata a incidere un disco di canzoni da solista, a ben nove anni di distanza da “The Absent And The Distant”, ma soprattutto ha ritrovato l’impulso e la stessa capacità di scrivere brani interamente personali, che come in un nuovo inizio ne risvelano il profilo cantautorale.

Il tempo trascorso e le esperienze maturate non sono tuttavia vanificate dai nove brani di “The Pattern Of Electricity”, che non sono affatto un semplice ritorno al passato, ma piuttosto il frutto di un’attitudine rimasta latente che è tornata a manifestarsi, ibridandosi con linguaggi ulteriori, veicolati appunto anche dall’assistenza in sede di registrazione, nel suo studio di Portland, da parte di Peter Broderick, artista a sua volta aduso a spaziare tra universi sonori eterogenei.

A una spiccata pluralità è infatti improntato l’intero “The Pattern Of Electricity”, nel quale la Repp cala il suo vellutato lirismo interpretativo in una caleidoscopica sequenza di ipotesi stilistiche. Non di sola ritrovata semplicità espressiva vive infatti il lavoro: benché a rifulgere dal punto di vista della scrittura siano proprio i brani più minimali (il delicato camerisco di “Live For The Dead” e il duetto con Broderick in “Long Shadow”), il disco delinea un ampio catalogo di soluzioni, concentrate in particolare sulla convivenza di melodie con ritmiche e pulsazioni elettroniche (“The Beast Lives In The Same Place”, “Woods”) e sull’elaborazione di spunti dream pop a base di synth sognanti e timbriche vagamente soul, nella direzione dei Beach House più morbidi e suadenti (“Another Shape”, “Release Me”), senza dimenticare del tutto la febbrile impronta arty sviluppata negli anni più recenti (“Pattern The Cuts, Calm Ass Mofo”).

“The Pattern Of Electricity” non è dunque un semplice ritorno al passato, quanto piuttosto la proiezione di un ventaglio di esperienze e interessi stilisticamente eterogenei sulla rinnovata manifestazione della capacità di scrivere e intrepretare canzoni in maniera molto personale, una capacità che può trasformarsi ma mai svanire.


https://www.facebook.com/CorrinaReppmusic

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