music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

ben_moats_slow_exitBEN MOATS – Slow Exit
(Self Released, 2015)

Solitudine e immersione in un ambiente naturale dai colori spenti costituiscono la dimensione creativa ideale di Ben Moats, ulteriore voce cantautorale proveniente dagli Stati Uniti centrali, per la precisione da quel Missouri dal quale era partita la storia personale e artistica di Barna Howard, senz’altro tra i più efficaci continuatori recenti della tradizione dei folksinger americani.

Il parallelismo è per certi versi inevitabile all’ascolto di molti brani di “Slow Exit”, debutto sulla lunga distanza di Moats, tre anni dopo l’Ep “Fathers & Sons”, forse perché il suo timbro vocale, il lirismo e il modo di suonare la chitarra rimandano da subito a un registro estremamente classico, introiettato e restituito attraverso una sensibilità individuale che, come tale, impregna di sé le undici canzoni del lavoro.
Come da titolo, “Slow Exit” raccoglie pagine del diario dell’artista, riflessioni lentamente sedimentate sui classici temi dell’assenza e della trasformazione sentimentale e condivise con una pacatezza di modi che non ne contraddice affatto, anzi ne amplifica, l’intensità.

Mentre l’incipit del lavoro si atteggia piuttosto vivace, presentando da subito le scorrevoli melodie di Moats sostenute da ritmiche marcate (“In The Night”), ben presto subentrano atmosfere sfumate, dai contorni ovattati, quelle nelle quali il songwriter di Kansas City può racchiudere con maggiore naturalezza la propria raccolta introspezione, le proprie confessioni vellutate. Nascono così ballate in penombra, avvinte da una lenta circolarità ipnotica che può richiamare alla mente il Damien Jurado più sommesso (“Are You Walking?”, “The Release”), ovvero scandite da arpeggi acustici che all’invariabilità di Mark Kozelek (“Anchor Light”) aggiungono le vibrazioni di un lirismo accogliente, serenamente malinconico (“Never Heard You Say”, “Jean-Paul”).

Non è un album di effetti speciali “Slow Exit”, ma uno spaccato di vita e sentimento distillato in canzoni che conquistano lentamente, lasciandosi assaporare e restituendo serenità e calore umano, essenza cantautorale che in Ben Moats vede sbocciare un nuovo, validissimo interprete.

http://benmoats.com/

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Questa voce è stata pubblicata il 11 giugno 2015 da in recensioni 2015 con tag , , , , , , , .
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