music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

iron_wine_ben_bridwell_sing_into_my_mouthIRON & WINE AND BEN BRIDWELL – Sing Into My Mouth
(Black Cricket / Brown Records, 2015)

Una lunga amicizia tra due artisti di primo piano nel mondo dell’alt-folk americano si concretizza per la prima volta in un lavoro che li vede per la prima volta fianco a fianco, impegnati a rileggere a modo loro una manciata di canzoni altri. Sono queste le premesse di “Sing Into My Mouth”, raccolta di dodici cover scelte in maniera niente affatto banale da Sam Beam (Iron & Wine) e dal cantante dei Band Of Horses, Ben Bridwell.

Si tratta di un’operazione senz’altro estemporanea rispetto alle principali attività artistiche dei due, che paiono condividere una parentesi nelle rispettive solitudini creative rilassandosi davanti a una birra e imbracciando una chitarra o poco più. Non per questo, però, le riletture da parte di Beam e Bridwell sono poco accurate o superficiali, anzi è proprio il carattere tutt’altro che scontato degli originali prescelti a definire l’operazione, condotta attraverso l’alternanza tra il placido lirismo di Beam e le timbriche più basse e potenti di Bridwell. Ovviamente le loro reinterpretazioni vengono plasmate dai rispettivi caratteri, risultando in saggi di un folk scarno e sottile, piuttosto che in episodi dai più robusti contorni elettrici.

Stupiscono, in proposito, la morbidezza dei toni di Beam nell’ardita rilettura di “Bulletproof Soul” e l’essenzialità spogliata da ogni traccia sintetica di “Naive Melody (This Must Be The Place)” dei Talking Heads, al pari dei leggiadri contorni sognanti virati in chiave alt-country di “The Straight And Narrow” degli Spiritualized e della traslitterazione desertica dell’eleganza retrò di “God Knows (You Gotta Give To Get)” di El Perro Del Mar. Più vicini dal punto di vista stilistico sono gli originali, più i due artisti vi imprimono il proprio marchio interpretativo, senza stravolgerne l’impianto e, soprattutto, le sensazioni: è il caso, ad esempio della “You Know More Than I Know” di John Cale e della miniatura acustica “Ab’s Song” della Marshall Tucker Band.

Pur dotato di tutti i caratteri di prodotto marginale nelle rispettive discografie, l’accuratezza con cui “Sing Into My Mouth” è stato ideato e realizzato lo rende qualcosa più di un piacevole intermezzo destinato agli estimatori dei due artisti, elevando i loro codici folk, diversi ma complementari, a linguaggio universale applicabile a una vasta gamma di prodotti originali.


http://www.ironandwine.com/
http://www.bandofhorses.com/

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