music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

lorna_londons_leaving_meLORNA – London’s Leaving Me
(Words On Music, 2015)*

Per i coniugi Mark e Sharon Rolfe scrivere canzoni discende da un istinto naturale che si manifesta a intervalli di tempo irregolari, frutto di una passione pura, che dopo ormai tre lustri di attività è ancora incontaminata nel suo contenuto di delicatezza sognante. È così che il quinto album dei loro Lorna riassume un nuovo capitolo della loro storia personale e artistica, dopo un intervallo breve, almeno secondo le loro abitudini, rispetto al precedente “Heart Of Wire” (2013). Per quanto possa sembrare un dato marginale, si tratta invece di una spia fedele dello stato di creatività della band inglese e della facilità di scrittura da essa maturata, non a caso rispecchiata dal contenuto delle nuove canzoni, che in prevalenza amplificano l’acquisita scorrevolezza pop via via innestata sulle sue sognanti narcolessie album dopo album.

“London’s Leaving Me” possiede infatti un approccio eminentemente pop, definito con decisione da un incipit affidato agli intrecci vocali e al primaverile arrangiamento d’archi di “Like Alastair Sim” e, ancor di più, dal passo sbarazzino di “Wayne Mills”, brano che torna a sfiorare le dolcezze di Damon And Naomi o dei Mojave 3 attraverso leggiadri unisoni e un brillante inserto di tromba dall’elegante gusto sixties. La leggerezza dei primi due brani non si disperde nel corso del lavoro, lungo il quale è semplicemente declinata secondo una varietà di tempi e mood, coerenti con il rinnovato brio pop della band ancora sotto forma di armonie gentili calate in sognanti aperture orchestrali (“In Amber” e “Bigger Than Sound (And Greater Than Us)”), che non disdegnano crescendo anthemici e minuti contributi di tastiere.

Anche in tale contesto non mancano tuttavia di riaffiorare i caratteri di dolce intimismo e le ritmiche sfumate che hanno da sempre avvicinato i Lorna allo slow-core, che tornano ad affiorare sotto forma delle cadenze narcolettiche di “Atlases” e della raccolta atmosfera da caminetto di “Smothered In Hugs”, emblematica dello stile e della confidenza nella scrittura e nelle interpretazioni da parte di Mark e Sharon Rolfe.

Tanto vivace e spensierato era l’incipit del lavoro, tanto fragile e riflessiva ne è la conclusione, affidata a due diversi profili della lentezza, quella scandita da sospensioni narcolettiche di “St. Mary”, guidata dalla voce di Mark, e quella sognante della dolcissima ninnananna con la quale Sharon congeda in “You, Me, And The Holy Ghost” un lavoro di grazia sopraffina, i cui presupposti creativi e le cui risultanze sono riassumibili nelle diverse accezioni di una perfetta, naturale armonia.

*disco della settimana dal 3 al 9 agosto 2015

]

http://lornatheband.com/

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: