music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

robin_allender_above_the_dreamers_headROBIN ALLENDER – Above The Dreamer’s Head
(Self Released, 2015)

La pubblicazione, all’inizio dello scorso anno, di “Foxes In The Foyer” ha segnato per Robin Allender la ripartenza di un’attività solista interrotta sette anni prima, marginalizzata rispetto alle collaborazioni del chitarrista inglese, tra gli altri, con Yann Tiersen e Gravenhurst e alla breve parabola della Allender Band.
A differenza del paesaggismo acustico che caratterizzava il lavoro più recente, nei nove brani del nuovo “Above The Dreamer’s Head” Allender aggiunge alle proprie doti di fingerpicker quelle di una delicata scrittura cantautorale, sostenuta da morbide interpretazioni vocali.

Le calde filigrane acustiche dell’artista di Bristol mantengono un ruolo centrale nell’economia di “Above The Dreamer’s Head”, a partire dall’iniziale “The Enormous Room”, il cui bozzolo di tiepido picking che dischiude gradualmente in una ballata dai visionari contorni bucolici. Torna, dunque, l’elemento contemplativo delineato in maniera afasica nel lavoro precedente, tuttavia calato in un contesto più articolato, che nelle tracce successive cambia continuamente pelle, arricchendosi di ritmiche, organi e chitarre elettriche.

Prende così forma una trasognata sequenza di brani sospesi a mezz’aria, nella quale si susseguono popsong dal sapore antico (“I Like it Here”), insospettabili jam elettriche sfumate in un’ambience nebbiosa (“Irreparably”) e, soprattutto, ballate di un folk atmosferico che unisce richiami psichedelici sixties e oblique sensazioni rurali che rimandano ai moderni vagheggiatori della countryside (“Looks And Smiles”, “Instar”). Torna, inevitabilmente, ad affacciarsi in maniera più evidente un naturalismo acustico tuttavia adesso funzionale a strutture più complesse, che si tratta della semplice premessa di canzoni dalle melodie leggiadre (“The Brewery Tap”, “The Sattler Monument”).

L’equilibrio con cui Allender dosa tale pluralità di elementi rende quello di “Above The Dreamer’s Head” un esaustivo itinerario sonoro tra i diversi aspetti di un folk incantato, popolato da scorci paesaggistici senza tempo e adesso completato da una fluida narrazione cantautorale.

http://www.robinallender.com/

Un commento su “

  1. giadep
    15 ottobre 2015

    Bello.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: