music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

twin_oaks_white_noiseTWIN OAKS – White Noise
(Self Released, 2015)

È finalmente giunto il momento di cimentarsi per la prima volta sulla lunga distanza per i californiani Twin Oaks, dopo un triennio di attività costellato da un paio di pregevoli Ep e alcune tracce sparse, tutte o quali all’insegna di morbide armonie folk. All’essenzialità di quell’impianto di base, già nell’ultimo “The Lion’s Den”, cominciavano ad affiancarsi profili di un dream-pop dalle strutture più articolate. Proprio questi ultimi vengo sviluppati con decisione nei dieci brani di “White Noise”, che segnano un significativo mutamento di prospettiva per la band, a sua volta evoluta dall’originario duo formato da Lauren Brown e Aaron Domingo a uno stabile quartetto, ulteriormente aperto al contributo di altri musicisti.

Cadenze sfumate e languidi riverberi elettrici prendono così il posto, in “White Noise”, del folk originariamente proprio dei Twin Oaks, con la voce della Brown a completare con sinuosa ricercatezza brani sospesi, che crescono gradualmente verso orizzonti sognanti, eppure attraversati da una certa tensione latente, in un percorso che va idealmente dai Trespassers William a Daughter. Più di un brano muove da semplici arpeggi o note di tastiere, costruendosi poi gradualmente con l’ingresso di ritmiche che scandiscono tanto i passaggi più lenti ed evanescenti (ad esempio la title track e “Clarity”) quanto quelli dalla più decisa vivacità pop (“Animals”, “Vices”).

Mutando il contesto, in questi casi, non muta in maniera sostanziale il microcosmo prezioso trasognato dei Twin Oaks, della cui nuova incarnazione continua a lasciarsi apprezzare la delicatezza umbratile di melodie asciutte, adesso supportate da uno scheletro strumentale più robusto ma non meno affascinante.
E proprio in quanto “White Noise” rappresenta il punto di approdo di un percorso durato qualche anno, nelle sue pieghe si intravedono già possibili tappe future della band californiana, che comincia a tratti a denotare un certo interesse per la trasformazione in senso moderatamente elettronico (“Constellation Lines”, “Ghosts”) del suo misurato registro dream-pop.

Intanto “White Noise” è qui ed ora, con i suoi contorni indefiniti e un tocco lieve, che suscita visioni di un altrove di penombra suadente, dolcemente ovattata.



http://www.twinoaksmusic.com/

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Questa voce è stata pubblicata il 23 ottobre 2015 da in recensioni 2015 con tag , , , , , , , .
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