music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

the_leaf_library_daylight_versionsTHE LEAF LIBRARY – Daylight Versions
(Where It’s At Is Where You Are, 2015)*

Oltre dieci anni separano la nascita dell’idea sottostante a The Leaf Library dal primo album ufficiale del quintetto londinese guidato dal chitarrista e songwriter Matt Ashton. Dopo una manciata di singoli scaturiti da una miscela di chitarre riverberate e tastiere che lo avevano finora collocato a metà strada tra Stereolab ed Electrelane, il progetto di Ashton si presenta all’album di debutto in una veste parzialmente diversa, anche in ragione della sua apertura a una lunga schiera di collaboratori, tra i quali compaiono Steven James Adams (già insieme ad Ashton nei Singing Adams), Rob Smoughton degli Hot Chip, Alison Cotton e Mark Nicholas di The Left Outsides e Alasdair MacLean dei Clientele.

Non è solo il tenore dei musicisti che ampliano la line-up ad arricchire le dieci canzoni di “Daylight Versions”, ma la completa libertà loro lasciata di fornire contributi che si integrano con le canzoni di Ashton, definendone talvolta le sfumature, senza comunque alterarne la sostanza di una scrittura pop lieve e trasognata, che trova principale e adeguato veicolo nella dolce voce della cantante Kate Gibson.

Come a riprendere l’intermittente percorso espressivo di The Leaf Library, il lavoro si apre con il brano maggiormente orientato all’originario binomio formato da riverberi chitarristici e minimali impulsi di tastiere retrò, completato da una coralità vagamente psych, che insieme al sax ipnotico del finale conducono “Asleep Between Stations” verso visionarie traiettorie stellari. I toni di tutto il resto dell’album si attestano invece su un’attitudine piacevolmente contemplativa, parimenti sognante, ma orientata verso un pop dai colori pastello, rifinito da una dolcezza che funge da comune denominatore di derive retro-futuriste che rispolverano reminiscenze degli Stereolab più lounge (“Tilting”, “Rings Of Saturn”), fioriti quadretti bucolici intrisi di sensazioni stagionali (“Slow Spring” e la deliziosa “Summer Moon”, il brano più propriamente pop del lotto) e dilatazioni armoniche ancor più impalpabili (“Acre”, “Sailing Day”).

Intorno a tale seducente nucleo centrale, pressoché ogni brano è completato da cammei strumentali che ne definiscono il carattere, rendendo l’ascolto di “Daylight Versions” fonte di continua scoperta e meraviglia: come definire altrimenti, infatti, gli inserti d’archi che esaltano le dolci armonie vocali della Gibson, le cullanti onde di tastiere, le aperture di fiati, il pianoforte dell’intermezzo cameristico “April” e le ritmiche che scandiscono delicate canzoni pop o destrutturano il finale di “Evening Gathers”?

Tutto questo – e tanto altro ancora – è “Daylight Versions”, frutto di lunga genesi e pluralità di contributi che, insieme, hanno compilato il puzzle di un disco pop raffinatissimo e piacevolmente retrò, inconsueto per realizzazione e varietà di contenuti.

*disco della settimana dal 26 ottobre al 1° novembre 2015

http://theleaflibrary.com/

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: