music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

myrra_ros_one_amongst_othersMYRRA RÓS – One Amongst Others
(Beste! Unterhaltung, 2015)

Ai tempi del suo debutto, Myrra Rós Þrastardóttir era poco più di una delle tante voci affioranti dal ribollente sottosuolo islandese, nonostante un’estetica particolare e non mascherate inclinazioni pop ne avessero già esportata la proposta sul continente europeo attraverso la ripubblicazione ufficiale e su più vasta scala dell’interessante “Kveldúlfur”.

Tre anni dopo la prima manifestazione delle sue canzoni, la cantautrice islandese ritorna con un corposo mini album nel quale pare aver circoscritto la propria espressività, puntando sul fascino etereo di interpretazioni dotate di un’intensità fragile e sospesa che rende piacevolmente indefiniti i contorni dei sette nuovi brani di “One Amongst Others”, due dei quali cantati nella sua lingua natale.
a tutto il lavoro promanano evidenti sentori nordici, sotto forma di arrangiamenti ariosi e dettagli armonici che ne rendono le atmosfere frizzanti e mutevoli come quelle di una primavera sul sessantaseiesimo parallelo.

Rispetto alle tante idee dell’esordio, Myrra Rós sembra infatti aver operato una scelta, nel senso di ammantare le sue melodie di raffinati arrangiamenti orchestrali, che esaltano la limpidezza di interpretazioni a loro volta placide e suadenti, sospese tra delicato intimismo e aperture romantiche sostenute da gentili note acustiche ovvero da quelle del pianoforte. Intorno a tale nucleo espressivo, l’artista islandese costruisce canzoni animate da scarno lirismo e pathos latente (“Einsog Þú Sérð”, “Paper Plane”, “Don’t Give Up”) o semplicemente avvolte da bozzoli sognanti (“Dark Horse”), ma quasi sempre capaci di evolversi in ricche aperture strumentali (“Hvarf” e la title track).

La limpidezza armonica e quella delle soluzioni sonore proposte in “One Amongst Others” definiscono con decisione la fisionomia artistica di Myrra Rós, suscitando inevitabili comparazioni con voci femminili venute dal freddo, quali Agnes Obel e in parte la connazionale Sóley, che senz’altro accreditano la proposta della songwriter islandese di un interesse comunque intrinseco alla sua spontanea eleganza, adesso messa a fuoco con consapevole forza espressiva.

http://www.myrraros.com/

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Questa voce è stata pubblicata il 11 novembre 2015 da in recensioni 2015 con tag , , , , , , , .
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