music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

tiny_ruins_hamish_kilgour_hurtling_throughTINY RUINS & HAMISH KILGOUR – Hurtling Through E.P.
(Bella Union, 2015)

Due storie personali e due percorsi artistici sviluppati secondo tempi e modalità diverse, ma entrambi radicati in maniera decisiva in Nuova Zelanda, si sono incontrati in due occasioni a New York, dove hanno intrapreso una collaborazione intrigante, adesso tradotta nell’Ep “Hurtling Through”.

Ne sono protagonisti Hamish Kilgour, batterista fondatore di The Clean, protagonisti della stagione del Dunedin Sound, e Hollie Fullbrook, cantautrice che sotto l’alias Tiny Ruins ha finora pubblicato due lavori all’insegna di un folk raffinato e sognante, ultimo dei quali lo splendido “Brightly Painted One” lo scorso anno. Dall’incontro avvenuto a fine 2013 e replicato all’incirca un anno dopo, sono scaturiti sette brani registrati insieme al produttore Gary Olson nei quali la voce serica e sempre più affascinante della Fullbrook e i suoi gentili tocchi acustici trovano nelle doti ritmiche di Kilgour un contrappunto tale da fornirvi struttura e spessore.

Eppure, con l’eccezione dei field recordings e delle percussioni urbane di “Public Menace”, le canzoni di “Hurtling Through” non si discostano in maniera significativa dalla raffinata semplicità espressiva rifusa dalla Fullbrook nel suo ultimo album, che anzi si manifesta in tutta la sua preziosa purezza nei morbidi arrangiamenti d’archi di “King’s County” e nelle traduzioni in musica di due poemi di W.B. Yeats, “Tread Softly” e “Wandering Aengus”, che proprio le timbriche di Kilgour contribuiscono a virare in una chiave folk classica e vagamente obliqua.

Interventi più decisi sul disadorno cantautorato della Fullbrook si avvertono invece nelle sfumature jazzy di “Turn Around”, che vede la presenza del sax di Greg Vegas, nelle cadenze vellutate di “Little Did I Know”, e in parte nei contorni trasognati della title track, che ne elevano le doti a una maturità interpretativa e a un fascino tale da non farla affatto impallidire di fronte al paragone con Hope Sandoval.
Nella pur ricercata occasionalità della sua realizzazione, “Hurtling Through” si atteggia così a ulteriore, piacevolissima testimonianza della classe di Hollie Fullbrook, che nell’occasione si conferma cantautrice estremamente dotata e versatile, nella sua apertura a una pluralità di linguaggi ed esperienze musicali.

http://www.tinyruins.com/

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Questa voce è stata pubblicata il 27 novembre 2015 da in recensioni 2015 con tag , , , , , , , , .
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