music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

kesang_marstrand_for_my_loveKESANG MARSTRAND – For My Love
(Self Released, 2015)*

Cosa potrebbe esserci di più emozionante di una dedica d’amore cantata da una voce di seta su pochi delicati accordi acustici? Il terzo album di Kesang Marstrand, cantautrice newyorkese di origini euro-asiatiche, si presenta appunto in forma di dedica improntato a un sentimento semplice e autentico, che rispecchia appieno i caratteri della sua musica, che fin dall’esordio “Bodega Rose” aveva incantato cuori sensibili alle carezze della sua voce e all’estrema grazia del suo picking.

Non mutano gli elementi fondanti e la natura istintiva dell’espressione della Marstrand, che in “For My Love” racchiude una sequenza di piccole elegie in punta di dita, dedicate al tempo stesso all’amore e alla musica. La scrittura sottostante alle nove canzoni è sempre estremamente lineare, funzionale a interpretazioni morbide e sommesse, adesso per la prima volta sostenute non solo da accordi morbidamente meditativi ma anche da saltuarie (e lievissime) coltri di synth, che ne esaltano languori sognanti e dolci linee melodiche. Mentre l’apertura del lavoro “Skyrocket” e, in misura già più sfumata, la successiva “First Love” rispolverano dinamiche più tipicamente folk, veicolate da note acustiche dai colori vivaci, ben presto “My Love” scivola su un crinale dolcemente cullante, grazie a un picking che diventa sempre più rarefatto, affidando alle sue stesse risonanze nell’ovattato ambiente di registrazione, oltre che a veli sintetici quasi impercettibili, il compito di creare un’atmosfera intima ma palpitante.

Prendono così forma istantanee di suadente introspezione (“Arrow Breaks Skin”) e incantate ballate in miniatura che anche nei testi deviano verso ambientazioni dreamy, ovviamente declinate secondo una disarmante semplicità esecutiva e interpretativa (“Magical Thinking”, “Walking Dream” e la stessa title track). Nella soffice penombra di “For My Love” si affacciano poi eleganti note pianistiche (“Little Abyss”) e limpide costruzioni armoniche, che pennellano in una scorrevole chiave pop “Something To Prove You Right”, brano che a conclusione del lavoro è presentato anche in un’avvolgente versione sintetica, ideale (e futuribile) anello di congiunzione con le carezze eteree, ad esempio, di una Anna-Lynne Williams.

Quali che siano i futuri percorsi possibili di Kesang Marstrand, “For My Love” rappresenta la nuova testimonianza della sua classe cristallina, di un’eleganza naturale che non necessita di alcun orpello per ammaliare, né di alcuna formula più ricercata di una dedica esplicita per colpire e riscaldare il cuore.

*disco della settimana dal 21 al 17 dicembre 2015

http://www.kesangmarstrand.com/

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