music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

bosques_de_mi_mente_de_los_valles_y_las_montanasBOSQUES DE MI MENTE – …de los Valles y las Montañas
(Fluttery, 2016)

Un nuovo album di Bosques de mi Mente significa innanzitutto che il suo artefice, Nacho Carvajal, ha deciso di recedere dall’intendimento di abbandonare il proprio progetto artistico, manifestato a margine del suo ultimo lavoro “No Sobreviviremos Otro Invierno”. Il ritorno dell’artista spagnolo sui propri passi caratterizza, nel segno dell’ambivalenza, la stessa traccia tematica dei dieci brani racchiusi in “… de los Valles y las Montañas” e a loro volta ispirati da binomi concettuali tra loro antitetici.

Il fragile equilibrio tra rumore e silenzio, tra dimensione antropizzata e natura selvaggia, elevato a simbolo di quello tra sentimenti umani contrastanti si sostiene, ancora una volta sui tasti del pianoforte, strumento d’elezione di Carvajal e, ancora una volta, dispensatore di paesaggi sonori pennellati dalle sospensioni tra le sue note e incorniciati da un misurato impiego di field recordings.
Un terzo dell’ora scarsa di durata del lavoro è occupato dalla sua title track, una sinfonia in miniatura di ben diciannove minuti plasmata da una varietà di timbri e tempi che spazia dal minimalismo di rade note sospese in un’ambience ovattata a una progressione impetuosa per poi ripiegarsi in un silenzio solcato da armonie notturne appena accennate.

A tale prolungato piano sequenza fa da contrappunto una serie di istantanee, nelle quali gli opposti che fungono da traccia tematica del lavoro sono tradotti nelle sensazioni mutevoli promananti da registri esecutivi che spaziano da cadenzati ricami armonici quasi silenti (“Cuando Habíamos Perdido Toda Esperanza”, “No Quedan Apenas Silencios”) a progressioni persino impetuose (“Cerramos los Ojos e Ignoramos la Realidad que se Cernia Sobre Nosotros”), fino a coinvolgenti pièce da camera completate da un violino dolente che riempie gli interstizi tra note pianistiche (“Resuenan sus Ecos en las Despiadadas Cumbres Nevadas”, “Aquello Que Creiamos Perdido”, “El Dia que Todo se Detuvo”).

Le vivaci dinamiche compositive, gli ampi spazi sonori nei quali riecheggiano e gli stessi frammenti di field recordings amplificano la dimensione emozionale dei brani di “… de los Valles y las Montañas”, facendone molto di più di un saggio di minimalismo pianistico e confermando l’ampiezza del codice espressivo dell’artista spagnolo e la capacità di suggerire toccanti sensazioni cinematiche. Bentornato Bosques de mi Mente!

http://bosquesdemimente.es/

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