music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

the_galleons_the_hidden_colourTHE GALLEONS – The Hidden Colour
(Self Released, 2016)

La frizzante brezza marina di Brighton torna per la terza volta a gonfiare le vele del vascello sul quale continua a suonare la colorata orchestrina folk dei Galleons. A differenza del breve periodo intercorso tra l’omonimo debutto (2012) e il seguito “Cloud Physics” (2013), stavolta il sestetto inglese ha impiegato un tempo ben più lungo nell’elaborazione delle nove canzoni che adesso formano “The Hidden Colour”.

Si tratta di un lavoro estremamente conciso, ma frutto di un processo di significativa riconsiderazione dei cardini espressivi della band capitanata dal chitarrista e cantautore Ben Brockett, che l’ha condotta, in un certo senso, a un ritorno alle origini, ovvero a una ritrovata leggerezza nelle soluzioni d’arrangiamento allegate a una scorrevole scrittura pop.
Piuttosto che la ricerca di una più robusta dimensione di band dai riferimenti al rock classico o al country, in “The Hidden Colour” è tornata a prevalere la realtà di una sbarazzina orchestrina folk, che incornicia con aperture d’archi e agrodolci crescendo di tromba gli intrecci vocali lievi come un batter d’ali di “Run Run Run” o “Joan Of Arc” o innesta interludi di coralità orchestrale lungo l’articolato svolgimento di “The Light Thief” (unico brano a superare i quattro minuti di durata).

Benché echi dei tentativi di ampliare i propri orizzonti, già declinati nel lavoro precedente, si percepiscano ancora distintamente, in particolare nell’approccio elettrico della title track d’apertura e nell’alone vagamente psych che ammanta “Tattered Wings”, ballate al tempo stesso vivaci e sottilmente quali “How To Make A Shadow Breathe” e “Morning Star” trovano il proprio corrispettivo più immediato nell’immediatezza chamber-folk dell’esordio. È la firma ormai riconoscibile dei Galleons, fatta di sensibilità pop e di un’eleganza negli arrangiamenti che combina in pieno equilibrio un immaginario bucolico con i sentori salmastri respirati nella quotidianità dall’equipaggio di un agile vascello, tornato a navigare con il vento in poppa.

http://www.thegalleons.com/

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Questa voce è stata pubblicata il 24 marzo 2016 da in recensioni 2016 con tag , , , , , , , .
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