music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

adam_hayes_the_boy_next_door_but_oneADAM HAYES – The Boy Next Door But One
(Self Released, 2016)

Da una casa delle Midlands a orecchie e cuori senzienti: parte così il “messaggio in bottiglia” di Adam Hayes, archetipo del cantautore “da cameretta” tale da mettere in circolazione scarni video delle proprie canzoni, registrati nel salotto di casa. Analogamente, anche nella sua musica si ritrovano quegli elementi di intima familiarità, di confidenza con i luoghi della quotidianità che le corde della sua chitarra trasformano in ballate acustiche di semplice immediatezza.

A tali elementi, che nel sorprendente debutto dello scorso anno “Songs & Rhymes In Uncertain Times” colpivano per la loro spontaneità del tutto priva di edulcorazione, i dieci brani del nuovo “The Boy Next Door But One” aggiungono un minimo di decisione interpretativa e di struttura nell’elaborazione delle canzoni. Intatte permangono le storie minime raccontate da Hayes, spesso radicate nella realtà della sua famiglia e della sua comunità, così come il tono serafico delle sue contemplazioni bucoliche nel segno di un classico folk inglese.

Si arricchiscono invece, almeno in parte, le soluzioni di arrangiamento e con esse il ventaglio stilistico di Hayes, che non disdegna persino sfumature country (“The Five Lamps”), ma soprattutto incornicia sempre più spesso le proprie semplici armonie circolari di nostalgici inserti di violino e di ricami di una seconda voce femminile. Prendono così forma delicate ballate in miniatura dal vago sapore cameristico come “The Case Of Matthew Sparrowhawk” e “North To Arlanda” e arabeschi acustici intrisi di un lieve ritualismo profondamente radicato nella tradizione (“Serena’s Song”, “Three Swords And Two Chevrons”), che si affiancano agli abituali scorci della quotidianità di Hayes, narrati con piglio da cantore senza tempo (“Song For The Leaving”).

Sono questi ultimi a rendere “The Boy Next Door But One” una nuova raccolta di pensieri, storie ed emozioni che sgorgano dalla realtà più vera di un “artista per diletto” che, proprio in quanto tale, si conferma dotato di carattere e non comune spontaneità espressiva.

https://soundcloud.com/adam-hayes-50

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Questa voce è stata pubblicata il 22 giugno 2016 da in recensioni 2016 con tag , , , , , , , .
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