music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

mouth_4_rusty_forgotten_songsMOUTH 4 RUSTY – Forgotten Songs
(Self Released, 2016)

Niente di più normale che una band abituata alla penombra delle autoproduzioni casalinghe abbia conservato ulteriore materiale inedito che non ha trovato spazio nei suoi cinque dischi precedente. Niente di più normale che a un certo punto abbia deciso di toglierlo, letteralmente, “dal cassetto” per raccoglierlo in un nuovo lavoro in formato digitale. Niente di diverso si sono limitati a fare Matt Rigsby Smith e da Emma Davis, che in “Forgotten Songs” presentano una manciata di brevi canzoni scritte negli ultimi sette anni di attività, a margine dei loro album veri e propri, e realizzate in maniera – se possibile – ancora più disadorna rispetto alla varietà di registri dell’ultimo, delizioso, “Must Take More Care” (2015).

I dieci brani raccolti in “Forgotten Songs” risalgono in prevalenza al periodo tra il secondo e il terzo album dei Mouth 4 Rusty, quindi intorno al 2010, con l’eccezione del brano d’apertura, una scarna ballata acustica di chiara marca Will Oldham, ancora precedente, e di “Humans”, una outtake dell’ultimo disco.

Nonostante in un paio di casi il duo inglese abbia effettuato piccole aggiunte alle versioni accantonate anni fa, tratto comune di tutti i dieci sktech acustici perfettamente compiuti che formano il lavoro è appunto la delicata essenzialità di ballate in miniatura che filtrano sensazioni di agrodolce malinconia in una chiave di più chiaro stampo folk di quanto non avvenisse nei brani di “Must Take More Care”, invece orientati a una delicatezza cameristica e a soluzioni armoniche più briose.

Non si tratta affatto di un depotenziamento del songwriting del duo inglese, che anzi rifulge nella sua essenza più spontanea nel cantato sottovoce di Rigby Smith, nel calore acustico del suo picking, nei delicati cammei della Davis e nella estrema misura degli arrangiamenti. “Forgotten Songs” non può dunque essere ridotto a riempitivo tra un lavoro propriamente detto e l’altro, anzi offre ottimi spunti di conoscenza di una band lontana dai riflettori e, soprattutto, pregevoli saggi delle doti di una band tanto autentica da ritrovare piccoli gioielli sotto forma di canzoni, non meno preziosi perché per tanto tempo conservati in un cassetto.

http://facebook.com/mouth4rusty

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