music won't save you

suggestioni musicali a cura di raffaello russo

mouth_4_rusty_must_take_more_careMOUTH 4 RUSTY – Must Take More Care
(Ochiltree Music, 2015)

Bisogna ammetterlo, se non fosse stato per la presenza di Daniel Green (Laish) in uno dei brani di “Must Take More Care” e per la sua gentile intercessione, i Mouth 4 Rusty sarebbero rimasti sarebbero ancora rimasti confinati nell’ombra dei popolati sotterranei folk britannici. Eppure, la band guidata da Matt Rigsby Smith e da Emma Davis ha già alle spalle quattro album e un Ep di canzoni semplici ed eleganti, rifinite da lieve coralità e da arrangiamenti di un chamber-folk minimale, secondo una modalità appunto imparentata con l’ampio Willkommen Collective, con alcuni degli artisti nella cui orbita (lo stesso Green, ma anche Rozi Plain e Kate Stables) lo stesso Rigsby Smith ha collaborato in passato.

Dunque, “Must Take More Care” è il quinto album di Mouth 4 Rusty, scritto da Matt ed Emma nel corso dell’ultimo biennio, che dei difficili momenti attraversati in quel lasso di tempo rispecchia, nei temi e nei suoni, la delicatezza e la forza, la sofferenza e la speranza, in otto brani dalle melodie lineari e impreziosite con classe misurata dai contributi di una decina di musicisti amici del duo. In poco meno di mezz’ora, il lavoro offre una coesa rassegna di chamber-folk pennellato con tinte pastello in una serie di essenziali cartoline sonore, tracciate a partire da intrecci vocali limpidi, adagiati su un tappeto di folk classico (l’iniziale “After”) o su compunti florilegi d’archi (“The Last One On Your Mind”, “Long Gone Trust”).

Tali elementi si avvicendano con discrezione, fondendosi e ricombinandosi per tutto l’agile corso del lavoro, ma è in particolare quando il lieve songwriting e le dolci interpretazioni del duo sono avvolte dall’alone nostalgico apportato dagli arrangiamenti che ne brilla il pronunciato lirismo, in un ventaglio di sensazioni che spazia da idilliaci bozzetti acustici a passaggi di un diario intimo sul filo di un pathos accorato. Su quest’ultimo profilo non possono non menzionarsi il prezioso romanticismo folk e i gentili scambi vocali di “If You Were My Punishment” e la graduale transizione di “Women And Children And Men” da dolente ballata al pianoforte guidata dal sottile crooning di Matt a romantica apertura orchestrale sulle ali degli archi, completata da un toccante assolo di tromba.

Ma tutto il breve corso di “Must Take More Care” a suggerire un senso di confidenza, speculare alla dimensione al tempo stesso serena e sottilmente malinconica, raccolta e umbratile, funzionale all’espressione artistica di Mouth 4 Rusty, piccolo gioiello nascosto tra le infinite rivisitazioni del folk da camer(ett)a inglese che, anche al quinto album, non è mai troppo tardi scoprire.

http://facebook.com/mouth4rusty

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